
virna lisi : attrice
Ubaldo Pieralisi fa l'esportatore di marmi e frequenta
corsi di contabilità commerciale in un istituto di Roma. Agli
inizi degli anni Cinquanta chiama la famiglia a raccolta. Ed è nella
capitale che la figlia Virna, bionda, bellissima, dall'aspetto fragile
e vulnerabile, "incontra" il cinema. Nella persona del cantante
Giacomo Rondinella che frequenta casa Pieralisi e decide di presentare
la solare Virna al produttore napoletano Antonio Ferrigno.
Il debutto arriva nel 1953. La giovane attrice in due anni interpreta
una mezza dozzina di film partenopei, da E Napoli
canta, a Desiderio
'e sole, da Piccola santa a Luna
nuova. Nel 1955 le sue quotazioni
lievitano grazie ad un remake del celebre Ore
nove: lezioni di chimica (1941).

Poi la prima buona occasione: La
donna del giorno,
diretta dal giovanissimo Francesco Maselli. La sua bellezza si adatta
ai film in costume. E i produttori la chiamano proprio per quel suo
fascino elegante. Lavora anche con Totò in Sua
eccellenza si fermò a
mangiare (1961) di Mattoli.
Giorgio Strehler la chiama a far parte del Piccolo Teatro di Milano
per affidarle la parte di Lucille Dermoulins in uno spettacolo di grande
successo, I giacobini di Federico Zardi. A teatro lavora anche con Michelangelo Antonioni e Luigi Squarzina, mentre la sua immagine cinematografica
va al di là dei confini nazionali: nel Tulipano
nero (1963),
di Christian Jacque, è con Alain Delon. In Come
uccidere vostra moglie (1965) di Richard Quine, con Jack Lemmon; in Assault
On a Queen (1965), con Frank Sinatra; in Due
assi nella Manica (1966), con Tony
Curtis. Si tratta, comunque, di un'esperienza limitata, tesa a sfruttare
esclusivamente le sue doti di bionda platinata.
Se il cinema non le dà grandi soddisfazioni è la televisione
che le offre ottimi ruoli in sceneggiati come Orgoglio
e pregiudizio,
diretto da Daniele D'Anza, nel 1958 è interprete delle commedie Formiche, diretta da Vaccari, e Leocadia, per la regia di Mario Ferrero.
Fanno poi seguito la tragedia I masnadieri (1959), gli sceneggiati Ottocento (1960) e Il caso Maurizius e il dramma Come
le foglie. E
soprattutto - lanciata anche da uno spot pubblicitario della Chlorodont
che esalta il suo sorriso luminoso e il cui slogan Con quella bocca
può dire ciò che vuole diventato leggendario - tante
produzioni cinematografiche: Le Bambole (1964) di Dino
Risi, con Nino
Manfredi; La donna del lago (1965) di Luigi Bazzoni; Oggi,
domani e dopodomani (1965) di Eduardo De Filippo, e Casanova
'70 (1965) di Mario
Monicelli, entrambi con Marcello Mastroianni; Una
vergogna per il principe (1965) di Pasquale Festa Campanile, con Vittorio
Gassman; Signore e
signori (1966) di Pietro Germi; La ragazza
e il generale (1967) di
Festa Campanile, con Rod Steiger; La venticinquesima
ora (1967) di
Henri Verneuil, con Anthony Quinn; Tenderly (1968) di Franco Brusati; Arabella (1969) di Mauro Bolognini; Il segreto di Santa
Vittoria (1969)
di Stanley Kramer, con Anna Magnani; Barbablù (1972) di Luciano
Sacripanti, con Richard Burton.
Viene inoltre acclamata in Al di là del bene e del male (1977)
di Liliana Cavani e
in La cicala (1980) di Alberto Lattuada. Anche in tv ottiene ottimi
consensi in ruoli di madre angosciata o premurosa: nel 1984 è diretta
da Dino
Risi in ...e la vita continua, nel
1985 da Alberto Lattuada in Cristoforo Colombo. Poi altri
sceneggiati televisivi: Se un giorno busserai alla mia porta (1986); E
non se ne vogliono andare (1988); I ragazzi
di via Panisperna (1989).
Virna Lisi è l'unica attrice italiana che non è mai a
disagio nell'apparire più vecchia della sua età. Esemplare
il ritratto di madre e nonna ancora giovane sotto la guida di Luigi
Comencini in Buon Natale, Buon Anno (1989), che le porta il Nastro
d'argento. Con l'interpretazione di Caterina de' Medici nella Regina
Margot (1994) di Patrice Chèreau vince il Nastro d'argento ed
il premio come miglior attrice a Cannes.
Seguono per il cinema Va' dove ti porta il cuore (1995) di Cristina
Comencini, per la televisione la mini serie Deserto
di fuoco (1997),
ed i film tv Cristallo di Rocca (1999), Balzac (1999), Le
ali della vita (2000) e Un dono semplice (2000), di Maurizio Zaccaro.