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Winx - Il segreto del mondo perduto
Winx - Il segreto del mondo perduto(animazione)
 
Il Mattino, 29 dicembre 2007
Alle origini del fenomeno Winx Club

Iginio Straffi, l'autore del cartoon «Winx Club - Il segreto del regno perduto», si è presentato alla sfida tecnico-artistica e commerciale ai kolossal americani dell'animazione confortato da dati eloquenti: tre serie prodotte per la tv italiana e vendute in 130 paesi compresi Stati Uniti e Giappone; un merchandising di un miliardo di dollari con sei milioni di dvd venduti. Anche per questo per il lancio delle sei fatine sul grande schermo, ha potuto disporre di un budget di 20 milioni di euro e di una squadra di 400 tra animatori, coloritori e programmatori per passare dalla bidimensionalità televisiva alla magia della computer grafica 3D. Concepito come un prequel, il cartone animato svela il segreto che è alla base dell'universo Winx. La fata Bloom, accompagnata dalle sue amiche del Winx Club Flora, Stella, Musa, Tecna e Aisha, deve addentrarsi negli abissi della dimensione oscura e combattere il male per riportare in vita i genitori e chiarire il mistero legato alle sue origini. Da questo scontro dipenderà il destino della Dimensione Magica. La dimensione favolistica, con il look e il design delle sei ragazze, i maghi guerrieri e le creature dell'incubo, è molto lontana dai mondi elaborati dalle major americane e giapponesi e richiede una complicità da fan e l'ingenuità di un pubblico infantile.

al.ca.

 
Corriere della Sera, 30 novembre 2007
Winx, lessico pop e look postmoderno

Bloom, la fata della fiamma, con le sue cinque fide amiche, tutte in look postmoderno camp, deve ritrovare nell'oscurità del Tempo i genitori e le radici, il re di Domino, vincendo sulle forze oscure del Male, le tre streghe. Dopo i fumetti, la tv, il teatro ecco che le Winx di Iginio Straffi, boss di un multimediale impero per signorine multinazionali, arrivano al cartoon digitale abilmente mescolando tutto quello che nel fantasy ha fatto tendenza. Filiformi ma modaiole, fidanzate con principini azzurri, le nostre usano lessico pop e volano nella dimensione onirica cercando con spirito di gruppo su montagne impervie con strani animali, il segreto del misterioso libro del destino. È un balletto coreografico colorato che accende su base etica i sentimenti del pubblico teenageriale soprattutto femminile.

VOTO: 7
Maurizio Porro

 
La Repubblica, 30 novembre 2007
Le orme delle Winx
tra Londra e Tokio

Sono arrivate le Winx e, visto il culto di cui sono oggetto le fatine adolescenti in animazione 3D, non occorre un profeta per immaginare un assalto infantile alle sale (600) che lo programmano. Rispetto alle tre serie televisive, nella versione lunga c'è tutto e di più.

La saga di Iginio Straffi pesca a piene mani un po' ovunque (perfino dal repertorio colto: l'uccello Roc delle "Mille e una notte" e lo scrivano Bartleby); ma soprattutto da due modelli di successo globale: Harry Potter, con la scuola di magia e il connubio esoterismo-commedia di college, e l'indimenticata serie giapponese "Sailor Moon", idolatrata dalle bambine di qualche anno fa. Derivano dalla seconda la morfologia delle eroine, i pupazzetti - umani e no - che le circondano, i numeri musicali di contrappunto.

Accompagnata come sempre dalle amiche del Winx Club, la fata Bloom va alla ricerca dei genitori e del regno perduto, sfidando una triade di streghe più altre incarnazioni del Male assoluto. Senza trascurare mai il look, però: dato che le Winx, in ossequio alla "regenderaisation" (come dire: la rifemminilizzazione) imposta alle nostre teenager, portano la minigonna, le calze autoreggenti e sono sempre truccate.

Roberto Nepoti

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