Il Polo Sud non si addice all’assassino
Uscito di scena dopo il poco memorabile Codice Swordfirsh, torna l’ex regista pubblicitario Dominic Sena. Ed è ancora buio. Come nella trama. Poliziotta dal nome punitivo (Carrie Stetko; lo pronunci e sei già cupo), corpo bellissimo (inquadrato con patinata morbosità sotto la doccia), passato traumatico vissuto in flashback (che novità!) e atteggiamento apatico, indaga sul primo omicidio compiuto in Antartide. Deve sbrigarsi a trovare l’assassino perché presto ci sarà il “whiteout”, ovvero la condizione atmosferica che non le farà vedere a un palmo dal bel nasino. Non bastano le sgargianti immagini iniziali sulla neve per un thriller involuto e già visto (anche quando non si vede niente) e per l’ennesima dimostrazione di impotenza della povera Kate Beckinsale, incapace di azzeccarne una dai tempi di Pearl Harbor (2001). Chi può credere che la leziosa ragazzina inglese lanciata al cinema da Kenneth Branagh sia la coriacea, e mascolina, poliziotta uscita dalla graphic novel di Greg Rucka e Steve Lieber? Ignorato dal pubblico e massacrato dalla critica. Si suppone che Sena esca nuovamente di scena.
Francesco Alò