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Viaggio al centro della terra 3d
Viaggio al centro della terra 3dregia Eric Brevig
con B. Fraser, J. Hutcherson, A. Briem, S. Meyers, J. Paré, J. Wheeler
 
Il Giornale, 23 gennaio 2009

Torna Viaggio al centro della Terra, ispirato al celebre romanzo di Verne, già portato sullo schermo giusto mezzo secolo fa in un ridicolo film con James Mason e Pat Boone. Ora lo scenario fantastico è di discreta qualità, grazie agli immaginifici effetti in tre dimensioni, che si possono cogliere soltanto con occhiali speciali. Ma che succederà tra un anno in tv? La storia si svolge in Islanda, dove, allertato da un'imponente attività sismica, piomba il fisico Trevor Anderson (il tarzanesco Brendan Fraser) con nipote tredicenne e guida femminile locale al seguito. Che fifa i dinosauri e piante carnivore. Si divertiranno un sacco i bambini. Meglio se sotto i dieci anni.
voto: 5

 
Il Mattino, 20 gennaio 2009

«Viaggio al centro della Terra» e delle meraviglie del formato 3D

I prodigi degli effetti speciali che stanno traghettando sempre di più il cinema verso territori virtuali e avventure sensoriali hanno creato molta attesa per il fantascientifico «Viaggio al centro della Terra» dell'esordiente Eric Brevig, kolossal da 45 milioni di dollari, primo live action interamente in 3D. Ma se «Matrix» s'impose dieci anni fa proprio per la capacità della forma elettronica di farsi contenuto (e viceversa), nel caso di «Viaggio al centro della Terra» la tecnica avveniristica del Fusion System (due cineprese ad alta risoluzione affiancate per restituire la prospettiva dell'occhio destro e sinistro) si rivela solo un fiore all'occhiello tecnologico. Il 3D - già sperimentato negli anni '50 con i proverbiali occhialini rossi e blu di cartone usa e getta e ora riproposto con un sistema detto di «convergenza attiva», che consente grazie ad opportuni occhiali di proiettare lo spettatore all'interno della storia - ha soprattutto l'effetto di produrre due visioni, due percezioni (le sale attrezzate per il 3D e quelle che lo proiettano in versione tradizionale). La rivisitazione in chiave moderna del romanzo di Verne, pioniere della letteratura fantascientifica, e già portato sullo schermo nel 1959 da Henry Levin, ruota intorno alla spedizione in Islanda del vulcanologo Trevor Anderson e del nipote tredicenne Sean, figlio di suo fratello Max, scomparso da anni nel corso di una missione. Quando sua cognata gli consegna una vecchia scatola in cui sono custoditi oggetti del marito e una copia del libro di Verne con incomprensibili annotazioni, Trevor e il ragazzo partono alla volta della terra dei geyser per chiarire il mistero e con l'aiuto di Hannah, la figlia di un vulcanologo anche lui scomparso, si avventurano nel cuore della Terra. I tre scoprono mondi mai visti, piante carnivore, piranha volanti, uccelli dalle piume lucenti e dinosauri. E devono tornare in superficie prima che riprenda l'attività vulcanica. Un film d'avventura ordinario, insomma, che dispensa qua e là suspense e colpi di scena, exploit spettacolari e creature fantastiche di un collaudato repertorio. Nel ruolo dell'audace scienziato, Brendan Fraser, diventato dopo le tre «Mummie» un'icona del cinema d'avventura, può far ben poco per trasformare «Viaggio al centro della Terra» in un'imprescindibile tappa del genere.

Alberto Castellano

 
Il Messaggero, 16 gennaio 2009

Come brilla il viaggio di Verne in 3D

Buondì 3D. Se il futuro del cinema sarà tridimensionale come vuole Hollywood per salvare la sala da pirati e home video, ben vengano spassose avventure come Viaggio al centro della Terra 3D di Eric Brevig. Una pellicola tutt'altro che terra-terra. Geologo sfigato (Brendan Fraser) ossessionato dalla scomparsa del fratello e fissato con Jules Verne finirà al centro della Terra con nipote gradasso (Josh Hutcherson) e bionda guida islandese di carattere. I tre cadranno così in basso da scoprire un nuovo mondo fatto di piranha volanti, uccelli fosforescenti, dinosauri famelici e piante carnivore da prendere a cazzotti. Riusciranno a tornare in superficie? Non un remake del film omonimo del 1959 bensì un omaggio metanarrativo in cui il capolavoro di Verne è protagonista stracitato della storia. Fraser è il miglior bambinone di Hollywood e Hutcherson l'ex bambino prodige scoperto ai tempi di Innamorarsi a Manhattan. Gran coppia. Un film per famiglie da vedere con occhiali 3D che ricorda ai più piccoli quanto siano belli i libri, fino al divertente finale vesuviano in cui i piranha volanti vi schizzano a un cm. di distanza. Il cinema è anche questo. Per fortuna.

Francesco Alò

 
Corriere della Sera, 23 gennaio 2009

Fanta antropologia con finale ridicolo

Si afferma il cinema digitale, tornano gli occhialini vintage 3D, gli esperti dicono trionferà. Questo remake del classico di Verne, già B movie del '59, è un video gioco in cui dallo schermo sputano addosso tutto, schiuma del dentifricio e yo yo, lucciole e piante carnivore, stalattiti e stalagmiti, bava di dinosauro e rolling stones, rotolanti dal centro della terra nell'oscuro oceano dove precipitano allegramente lo zio scienziato curioso, il vispo nipotino e la ragazza guida. Fanta antropologia che si appaga di divertenti effetti rivolti, spesso è buio, alle paure ancestrali dei minorenni, mentre la paura di volare passa ad altre. L'autore che mette insieme questa simpatica baraonda che rischia di provocare assuefazione è un mago dei cine trucchi, Eric Breving che ha scelto come star Brendan Fraser, eroe di tre Mummie. Finale ridicolo, alla napoletana: «Sacripante!». Aiuto!

VOTO: 6,5
Maurizio Porro

© Sipario 2011