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U.S.A contro John Lennon
documentario scritto prodotto
e diretto da David Leaf & John
Scheinfeld
Usa 2006
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La Stampa, 1 giugno 2007
La "rivoluzione" John & Yoko Ono
Inizialmente espressione della Swingin' London, la musica dei Beatles
si è mantenuta in naturale sintonia con l'evolversi della cultura
giovanile, ma il vero ribelle del gruppo è stato il fondatore
John Lennon. Montando testimonianze (da Gore Vidal a Walter Cronkite)
e scene di repertorio, Usa contro John Lennon di David Leaf e John Scheinfeld
racconta il secondo periodo dell'artista, dopo la scissione della mitica
band. E potrebbe avere per sottotitolo «John e Yoko Ono»,
in quanto c'è una coincidenza fra l'incontro con la giovane giapponese
e la progressiva presa di coscienza politica del musicista. Così,
ecco scorrere le immagini del famoso «Bed-in» quando gli
sposi trasformano la luna di miele in una perfomance per la pace; ecco
stralci di concerti, interventi tv in cui Lennon predica instancabilmente
la «non violenza».
La stampa si mostra spesso diffidente, ma l'impegno di John è sincero;
e quando scrive una canzone semplice e meravigliosa, Give Peace a Chance,
destinata a diventare l'inno internazionale delle folle che sfilano contro
l'escalation in Vietnam, Nixon si preoccupa davvero e Lennon finisce
sotto il controllo dell'Fbi. Il tutto non intimidisce l'idealista, destinato
a morire quarantenne per mano di un folle nel dicembre dell'80. Nonostante
alcuni omissis (i 18 mesi di separazione da Yoko), il documentario è efficace
nel restituire il ritratto di un musicista che ha fatto la «rivoluzione» non
con le armi, ma con le sue canzoni. Da Revolution a Imagine, percorrono
l'intero filmato e sono il motivo per cui ancora si piange la scomparsa
di Lennon.
Alessandra Levantesi
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La Repubblica, 8 giugno 2007
Com'erano belli i tempi
dei bed-in di John e Yoko
John Lennon tifava per la pace. E una rockstar carismatica come lui,
con la quale milioni di giovani s'identificavano, non poteva non dare
seri grattacapi all'Amministrazione americana impegnata nella guerra
del Vietnam. Così Nixon lo perseguitò facendolo spiare
dall'Fbi; riuscendo a espellerlo dagli States in base a una vecchia condanna
per detenzione di marijuana.
Opera di due documentaristi appassionati di musica pop, U.
S. A. contro John Lennon racconta la parabola politica dell'ex-Beatle, datandola dall'incontro
con Yoko Ono (per Angela Davis, la conversione fu palese quando Lennon
compose "Revolution"). Vediamo i famosi bed-in di John e Yoko,
quando la coppia restava a letto una settimana di fila ricevendo la stampa
e parlando d'amore e di pace.
Il film riporta pareri diversi tramite interviste e materiali di repertorio:
secondo alcuni, l'impegno politico di Lennon fu il primo caso di uso
consapevole di un mito per promuovere la causa pacifista. Per altri John
si sarebbe lasciato strumentalizzare dal Black Panther Party; per altri
ancora la sua influenza sarebbe stata sopravvalutata.
Attraverso le testimonianze di nomi autorevoli - da Noam Chomsky al
senatore McGovern, dal giornalista Cronckite al regista Oliver Stone
- Leaf & Scheinfeld riportano sullo schermo un'epoca di grande fervore
civile e politico. Ma soprattutto, considerano la musica e l'azione di
Lennon per la pace opere d'arte; "forse le sue più grandi
opere d'arte dopo lo scioglimento dei Beatles".
Roberto Nepoti
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Il Tempo, 31 maggio 2007
Quando Lennon sfidò l’America
Un film imperdibile per tutti gli appassionati di John Lennon e, in
generale, dei Beatles. Il documentario rievoca con limpida ruvidezza
un’epoca che, a vederla oggi, sembra lontana cent’anni. Montato
con velocità ed intelligenza, descrive la vicenda umana e civile
di John Lennon, da anima trascinante dei Beatles a musicista-filosofo
santone della pace. Oggi certi suoi atteggiamenti appaiono ingenui, quasi
infantili, ma, allora, riuscivano ad avere un peso politico trascinante,
soprattutto per i giovanissimi. Nel film si alternano filmati d’epoca
corredati con testimonianze di quei protagonisti oggi. Tutto inizia nella
seconda metà degli anni Sessanta quando Lennon, ancora Beatles
e guardato anche con una certa perplessità dagli altri, e questo
oggi appare evidente, inizia ad esternare la sua vena anticonformista.
Si assiste alla crescita intellettuale di questo ragazzaccio, con interviste
e canzoni, fino alla «presa di coscienza» dell’artista
in favore delle libertà civili, del pacifismo e contro tutte le
forme di violenza. Punto di riferimento del film sono le dichiarazioni
della vedova di Lennon, Yoko Ono, che ricorda, racconta, spiega gli stati
d’animo suoi e del consorte. L’artista di origine giapponese
ha dichiarato apertamente che «di tutti i documentari che sono
stati realizzati su John, questo è quello che avrebbe amato di
più», dando la sua incondizionata approvazione. L’obiettivo
dei due autori, David Leaf e John Scheinfeld, è dimostrare che
John Lennon con la sua opera di pacifista, soprattutto relativamente
alla guerra nel Vietnam, fu una spina nel fianco del presidente degli
Stati Uniti Richard Nixon. Gli autori sostengono inoltre che per questa
sua attività Lennon (messo sotto controllo dall’Fbi dopo
aver partecipato a un concerto in favore di John Sinclair, leader incarcerato
delle Pantere Bianche) fu sottoposto a una serie di attacchi, primo dei
quali il tentativo di espulsione dagli Stati Uniti. Da questo documentario,
curiosamente, la figura che ne esce più sminuita è proprio
quella di John Lennon. Visti oggi certi atteggiamenti da «figlio
dei fiori» fanno più sorridere che altro. Eppure la sua
incrollabile forza d’animo ha contribuito a generare un intero
popolo di pacifisti e, forse, a rendere migliore il mondo.
Antonio Angeli
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