|
|
| |
| |
| ricerca per titolo |
| A | B | C | D | E | F | G | H | I | J | K | L | M | N | O | P | Q | R | S | T | U | V | W | X | Y | Z | 0-9 |
| |
|
| * Per leggere
la trama clicca sulla Locandina |
Una notte al museo 2 - La fuga
di Shawn Levy
con Ben Stiller, Amy Adams, Robin Williams (Usa, 2008)
|
| |
Il Giornale, 29 maggio 2009
Un errore il Bis di Stiller al museo
Che delusione. Una notte al museo 2 - La fuga è una noiosa e sciapa replica del già debole film pilota di tre anni fa. Se là ogni tanto si rideva attorno al guardiano che si ritrova circondato da personaggi storici e animali preistorici improvvisamente risvegliati dal letargo, qui è una sofferenza unica. Stavolta l’imbranato Ben Stiller finisce nel mastodontico Smithsonian Museum di Washington e la storia si ripete. Con l’aggiunta di un faraone egizio megalomane, di Al Capone e Napoleone, pronto a uno sberleffo a Berlusconi. Un guazzabuglio frenetico, esasperato da una musica assordante. Perfetta per una fuga dalla platea.
voto 4
MB
|
| |
Il Mattino, 23 maggio 2009
Avventure bis al Museo con Al Capone
Visto lo straordinario successo, era scontato che «Una notte al museo» avesse un sequel con la stessa squadra. Stavolta il teatro del fantasioso viaggio spaziotemporale è lo Smithsonian Museum di Washington che ospita temporaneamente la collezione del Museo di Storia Naturale di New York. Quando il guardiano notturno Larry si reca nella Capitale per recuperare due preziosi reperti spediti per errore (il legionario e il cowboy), scopre che anche in questo prestigioso museo, uno dei più grandi del mondo, di notte i reperti prendono vita. L’avventura nella quale è coinvolto Larry in «Una notte al museo 2 - La fuga» è ancora più folle e lunga e gli scontri tra i personaggi delle varie epoche che si animano si moltiplicano freneticamente. Con i soliti efficaci effetti speciali Larry incontra in miniatura o in formato gigantesco (rispetto alla sua dimensione reale) Al Capone, Teddy Roosevelt, il Generale Custer, il pioniere dell’Aeronautica Wright, Einstein, il Faraone e la prima aviatrice della storia, Amelia Earhart, della quale s’innamora. È tanto più intrigante la Babele/Babilonia per come polverizza le barriere dello spazio e del tempo (si animano anche quadri e foto d’epoca e Larry si ritrova anche nell’euforico dopoguerra americano in bianco e nero), quanto ripetitive le gag e meccanici gli audaci abbinamenti in mancanza di una struttura narrativa forte.
Alberto Castellano
|
| |
Il Giornale, 22 maggio 2009
Quanti sbadigli al museo tra Einstein e Napoleone
Altro che 13 e 17. C’è davvero da rabbrividire quando accanto al titolo del film compare minaccioso il 2. Nove volte su dieci, per restare tra i numeri, è una bufala, una ciofeca, un’inutile rifrittura dell’episodio pilota. Come puntualmente avviene nello stupidissimo e per giunta mortalmente noioso Una notte al museo 2 - La fuga, scritto e diretto dal recidivo Shawn Lewy, autore della già modesta commediola di tre anni prima. Che comunque un’ideuzza ce l’aveva, con i personaggi del museo di storia naturale che improvvisamente riprendono vita.
Se là ogni tanto si rideva, qui si sbadiglia soltanto. Non c’è una scena divertente neanche a cercarla con la torcia elettrica fosforescente che ha reso ricco l’inventore Larry Daley (Ben Stiller), ex guardiano del 2006. L’omino è invocato dagli antichi amici inanimati, soldatini di piombo, animali impagliati e statue di marmo, trasferiti in blocco allo Smithsonian di Washington. Giunto al volo nel museo più grande del mondo, Larry si trova a fronteggiare il faraone megalomane Kahmunrah, ansioso di conquistare il mondo con l’appoggio di altri due illustri complici tornati a vivere, Napoleone e Al Capone.
Tra parentesi l’apparizione di Bonaparte arriva a fagiolo per i traduttori italiani, che ci infilano uno sberleffo a Berlusconi, per la verità non particolarmente feroce: «Ho dei discendenti in Italia, ce n’è uno alla mia altezza, molto potente e spiritoso, lo conoscono tutti perché una volta cantava sulle navi». Nel frenetico guazzabuglio, esasperato dalla fragorosa colonna sonora, si agitano anche Lincoln, Ottavio, che parla in romanesco, Einstein, uguale ai tedeschi delle caricature, il generale Custer, il presidente Theodore Roosvelt (ancora il defilato Robin Williams) e la pioniera dell’aviazione Amelia Earhart (la graziosa Amy Adams). L’unica battuta decente è per il Pensatore di Rodin: «A furia di pensare è caduto in depressione». Un po’ poco.
Voto: 4
Massimo Bertarelli
|
| |
Il Messaggero, 22 maggio 2009
Stiller, un museo tutto da ridere
Ci sono quasi tutti: il faraone vendicativo, il generale Custer che sembra G. W Bush ("Noi americani non pianifichiamo mai un attacco!" e poi prende una tranvata in testa), Al Capone in bianco e nero, il buffo Ivan il Terribile, il nanetto Napoleone, lo statuario Abramo Lincoln del Memorial e la spavalda aviatrice Amelia Earhart (adorabile Amy Adams). Non mancano nemmeno i papi visto che Napoleone parla di un suo "emulo" italiano che potrebbe fare il premier. Statue di personaggi storici che si svegliano di notte tornano a tormentare Larry Daley (Ben Stiller) per Una notte al museo 2, avventura fantastica che umanizza la Storia in chiave progressista. Stavolta Larry, diventato imprenditore di successo grazie ad invenzioni futili come la torcia fosforescente, capisce che il cuore batte solo quando indossa la divisa da custode. Dovrà gestire le riottose Star della Storia allo Smithsonian. Difetti: sceneggiatura inesistente, regia grigia, doppiaggio italiano volgarotto, gag stanche e Stiller che timbra solo il cartellino. Eppure questo franchise ha un grandissimo merito: dice ai bambini che il museo è un luogo divertente e magico. Mica è poco.
Francesco Alò
|
| |
La Stampa, 22 maggio 2009
Attenti al calamaro
Cowboy e pretoriano piccolissimi, Ivan il Terribile, Napoleone, un Faraone, calamaro gigante, canguri, scimmiette, Al Capone: Una notte al Museo 2 è un po’ sciocco e puerile, ma pieno di idee brillanti. Visitando a New York il Museo di Storia Naturale, l’ex guardiano notturno Ben Stiller constata che tutti i suoi vecchi amici (il presidente Teddy Roosevelt in testa) vengono eliminati, spediti ai depositi del più grande Museo Smithsonian a Washington chiusi in casse di legno, sostituiti da ologrammi interattivi: e decide di salvarli, di riportarli a casa.
Il generale Custer di Little Big Horn bada soltanto ai suoi riccioli d’oro, ricorda: «Siamo americani, prima si agisce poi si pensa». Amelia Earhart, prima americana pilota a trasvolare l’Atlantico, diventa la compagna d’avventure, focosa e petulante, del protagonista. I quadri di Edward Hopper si animano, le celebri foto in bianconero ospitano i fuggitivi; la grande statua di marmo bianco di Abramo Lincoln si alza dalla poltrona, si stiracchia, cammina, interviene con tutta la sua autorevolezza. Gli uomini di Neandertal, rozzi e pelosi, agitano minacciosi le clave contro Dark Vater. Einstein è rappresentato da molti pupazzetti dalla testa mobile; amorini volanti battono le ali ruffiane sulla testa dei protagonisti umani; Al Capone è sempre in bianconero. Scorrazzano nei corridoi lievi ballerine di Degas, la monumentale statua di Rodin «Il pensatore» (pensa poco, vanta piuttosto i suoi muscoli e s’interessa alla statua di Venere). Nelle sale da esposizione, tutti gli aerei fremono desiderosi di prendere il volo; soltanto l’astronauta ripete monotonamente sulla Luna: «E’ un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità». Nel buio della notte, gli ussari dello zar galoppano a briglia sciolta.
Molto divertente. Il piacere di riconoscere opere d’arte, eventi storici e personaggi si unisce al piacere di vederli presi un po’ in giro. Il lieto fine, si capisce, ripristina il passato: persino Ben Stiller, divenuto nel frattempo inventore milionario di oggetti inutili come una torcia fosforescente, tornerà guardiano. Speriamo che almeno il calamaro gigante riconosca la sua nuova faccia, tirata, spianata e inespressiva.
Lietta Tornabuoni
|
|