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Moglie
bellissima (Una)
di
e con Leonardo Pieraccioni
con Laura Torrisi, Gabriel Garko, Rocco Papaleo, Massimo Ceccherini
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La Repubblica, 14 dicembre 2007
Pieraccioni, il solito piccolo
sogno del periodo di Natale
Pieraccioni, più o meno, resta sempre lo stesso. Un tocco di
infantilismo, uno di provincialismo, bellezza femminile e sesso in dosi
leggere, umorismo paesano ma non greve, fantasia di un ideale armonioso
e simpatico. Qui fa il fruttivendolo in una cittadina toscana, sposato
con una donna (Laura Torrisi) dalla bellezza mozzafiato che lo affianca
al banco del mercato senza grilli per la testa, semplice e solare. A
corrompere questo piccolo mondo antico ecco un fotografo di moda che
ha adocchiato Miranda. Le propone un calendario senza veli che lei dapprima
rifiuta e poi accetta di fronte a un'offerta economica esorbitante, almeno
per i suoi modesti orizzonti.
L'ingresso in un mondo dove ogni giorno è festa e lusso sfrenato,
malgrado la sua tempra ruspante, le fa girare la testa e la porta sulla
cattiva strada. Tra spiagge tropicali e barche lunghe come navi. Ma solo
per un momento.
Scontati l'esito e la morale del recupero dei sani valori. È un
tuffo nostalgico negli anni 50 e nella loro ideologia perbenista. Ma
perché non regalare piccoli sogni natalizi di ordine e sicurezza?
Garbati, modesti, senz'altra ambizione che quella di imbarcare un bel
po' di spettatori sotto le feste.
Paolo D'Agostini
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Corriere della Sera, 28 dicembre 2007
Pieraccioni regista che non sa crescere
Il solito Pieraccioni con la
sua tosco Italietta maschilista di provincia e un finale da Lelouch alla
maremmana. Leo è un fruttarolo con
una moglie bellissima (ma non attrice) che si fa convincere al calendario
sexy. Tradimento e ritorno a casa con incidente. Repertorio di banalità sociologiche
volgarotte per PPP (Pieraccioni Peter Pan) che proprio non vuol crescere
soprattutto come regista. Con moltissimi sforzi, si sorride.
VOTO: 4,5
Maurizio Porro
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L'Unità, 14 dicembre 2007
Che manca del panettone?
Bischero questo Pieraccioni. Ci vuole far credere
che lui non fa cinepanettoni perché non c'è la parola Natale nel titolo (frecciatina
ai diretti concorrenti). E quando sarebbero usciti i suoi film? Anche
a gennaio, dice. Cioè nella settimana della Befana, l'ultima infornata
prima della fine delle feste. E che dire del lunghissimo e ingeneroso
monologo alla conferenza stampa di Una moglie bellissima, col cast intorno
ad ascoltare e lanciarsi sguardi? E della filastrocca di tutti i suoi
incassi miliardari (titolo per titolo, cifra per cifra tradotte in lire)
servita dall'ufficio stampa Lucherini-Pignatelli, quelli delle balle
colossali vendute come pr? Per ultimo Medusa, che distribuisce il film
in 700 copie. Facciamo così: rivediamoci tra 10 anni e scommettiamo:
allo stesso posto ancora De Sica, Boldi e Pieraccioni? Possibile, visto
che la tv ha asfaltato i gusti del pubblico che, se Dio vuole (per loro), è sempre
più prevedibile e pilotabile.
A parte questo la favoletta, scritta dall'attore e regista toscano
insieme a Giovanni Veronesi, non smuove Leonardo Pieraccioni di un millimetro.
Lui dice che sa fare solo questo, e forse è vero. La riuscita
varia. Ad affiancare Mariano l'ortolano una moglie con le curve, Miranda
(la debuttante ex GF Laura Torrisi), che si fa tentare dal calendario
sexy (ma va?) e poi dal fotografo Gabriel Garko. Salvo ravvedersi. Non
prima di una bella punizione del destino perché il tradimento
della donna "è più tradimento". Tra l'inizio
e il lieto fine, la vita di provincia ad Anghiari. Dove si prova uno
spettacolo di Grease (con Francesco Guccini come regista), il parroco è in
crisi (Tony Sperandeo messo lì senza nessuna spiegazione) e ci
si conosce tutti perché si lavora al mercato (Massimo Ceccherini,
meno male che c'era).
Nel furbesco tentativo di esaltare i valori genuini
e le persone "normali" (ma
chi aspira più ad esserlo?), Pieraccioni e Veronesi mettono dentro
un po' tutti i luoghi comuni, dal velinismo al "brutto" ambiente
dello spettacolo. Fino alla tirata su tasse, condoni e indulti che, raccontati
al pubblico di "neri" di un paradiso tropicale, serve solo
a strappare applausi qualunquisti e vanamente irresponsabili. E' la solita
storia del bischero che sembra stupido ma è furbo uguale agli
altri. E infatti Pieraccioni e Mariano forse si somigliano più di
quanto possa apparire. Non manca la voce narrante, anche se poi comincia
e d'un tratto si eclissa. Cast da rodaggio: ci sono le figure fisiche
curiose, come il bimbo cicciotto, il ragazzo spilungone, l'incompreso
nato per esibirsi (Rocco Papaleo) e la bonona, qui molto verace e nemmeno
pessima. Si sorride a spizzichi e bocconi, specie quando il comico toscano
tira fuori le sue famose "facce".
Pasquale Colizzi
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Il Mattino, 15 dicembre 2007
Pieraccioni nell'Italietta delle veline
Con «Una moglie bellissima» Leonardo Pieraccioni, campione
della commedia sentimentale e intimista, ha voluto cambiare qualcosa
della sua formula vincente e inseguire la satira dell'Italietta di oggi
delle veline seriali con tanto di allusione ai giri di fotografi e vip.
E per rendere più autoctona la commedia e più stridente
il contrasto tra la sana comunità provinciale che ama raccontare
e lo scenario nazionale dello show business, ha scelto come partner femminile
di turno la bellissima e ultrasexy Laura Torrisi, toscana doc scoperta
dal «Grande Fratello 6». La tranquilla vita dei fruttivendoli
Mariano e Miranda, legati da un felice matrimonio, è sconvolta
dall'arrivo del seducente fotografo Andrea che propone alla donna di
posare per un calendario sexy. L'operazione che esalta la sensuale Miranda
ha successo, ma alimenta anche i pettegolezzi nel paese. Catapultata
nella bella vita tra yacht e vip, la calendar girl intreccia una prevedibile
relazione con il fotografo-pigmalione e lascia il marito, ma poi torna
a casa dopo un'altrettanto prevedibile lite con lui e la banale scoperta
che la tradisce. La riconciliazione è moralmente favorita dal
melodrammatico incidente d'auto che coinvolge la donna operata d'urgenza.
La prima parte è noiosa, si ride poco, Pieraccioni nel ruolo del
marito cornuto è sotto tono e non aiutano molto la causa Ceccherini
e Rocco Papaleo, impegnati con la filodrammatica locale a mettere in
scena un balletto ispirato a «Grease» con la regia di Francesco
Guccini, e Tony Sperandeo nel ruolo del prete.
Alberto Castellano
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Il Messaggero, 14 dicembre 2007
Pieraccioni,
Natale a sorpresa
Finalmente! Ci voleva tanto a sagomare le situazioni
rodate dai classici della commedia addosso alle maschere del nostro
cinema comico? Forse sì. Eppure bastava rompere lo schema pieraccionesco
del bonaccione-con-bellona per (ri)scoprire un mondo. Non il mondo
vero, ovvio, ma una sua caricatura: quell'Arcadia toscana linda e pinta
inventata ai tempi del Ciclone, che in Una moglie bellissima diventa
metafora dell'Italia e funziona proprio perché è il cuore
del film.
Dietro la storia della bella fruttarola di Anghiari (Laura Torrisi)
che si vede offrire una cifra astronomica per posare nuda per un calendario,
c'è infatti l'eterna parabola della ragazza di campagna tentata
dalla vita di città (i soldi fanno gola a lei e al marito Pieraccioni,
ma accettandoli metteranno a dura prova la coppia e l'intero gruppo di
amici). Solo che oggi non esistono più città e campagne,
esiste solo il mondo luccicante dei media e una sterminata, indistinta
provincia.
Una provincia così povera di identità che pensa in una
lingua e sogna in un'altra: ed ecco il fruttarolo Pieraccioni e i suoi
amici di sempre, ambulanti come lui (in testa Massimo Ceccherini e Rocco
Papaleo, le donne purtroppo restano un po' sullo sfondo), diventare un
gruppo di attori dilettanti che senza dismettere il loro gagliardo accento
toscano inscenano scalcagnate versioni teatrali di successi made in Usa
come Grease, con spreco di parrucche assurde e non meno assurdi numeri
musicali ("cameo" di Guccini come regista eternamente costernato).
Solo che un conto è sognare un'America che non esiste, un conto
ritrovarsi di colpo nell'Italia arrembante e cafona degli yacht e dei
Vip, che esiste eccome. Specie se su quegli yacht la moglie è invitata
con tutti gli onori (e qualcosa in più...) mentre Pieraccioni
resta a terra. E per salire a bordo deve impadronirsi di un barchino
del quale perde il controllo finendo per schiantarsi contro il natante
come un kamikaze (gag telefonata ma assolutamente esilarante).
Divertente anche la parentesi alle Seychelles, con Pieraccioni che scopre
quanto sia assurdo il nostro paese tentando di spiegare agli indigeni
follie come Iva, Ici e indulto (le famose 3 "I"?). Mentre è molto
meno convincente perché poco scritto e prevedibile il fotografo
corrotto (Gabriel Garko). Logico, del resto: per azzeccare il lato negativo,
serviva ben altra cattiveria (e gusto della realtà). Così resta
solo il miglior film mai fatto da Pieraccioni. Non è poco.
Fabio Ferzetti
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Il Giornale, 14 dicembre 2007
Pieraccioni tra corna e macchiette
Moglie bellissima, storia tristissima. Scritto, diretto e interpretato
da Leonardo Pieraccioni, il film celebra il Natale con corna coniugali
alle quali mancano brio, ironia e malinconia borghese, rimpiazzate da
una rustica mestizia, implicita nell'abbandono di un popolano (Pieraccioni)
da parte della moglie altrettanto popolana (Laura Torrisi), invaghitasi
del fotografo (Gabriel Garko) che ne ha fatto tardivamente un'icona erotica.
Più mesta ancora la sostanza, dietro l'apparenza consolatoria,
del finale, che allude alla zoppia come marchio del diavolo. Se almeno
la cifra del film non fosse il buonismo di Giovanni Veronesi (co-sceneggiatore),
ma la cattiveria di Piero Chiara, Una moglie bellissima avrebbe un po'
di coerenza. Invece procede per fiacche macchiette, come quelle affidate
a Massimo Ceccherini (venditore ambulante), Rocco Papaleo (altro ambulante)
e Toni Sperandeo (parroco senza fede). Vana, fra loro, la comparsata
di Francesco Guccini.
Infatti qui tutto, fin dal titolo, ruota attorno alle tette mediterranee
della Torrisi, salvo attribuire al suo personaggio una fedeltà decennale,
garantita da asseriti rapporti intimi quotidiani, però infecondi,
che stride col suo esibizionismo. Che però prelude alla prostituzione
cartacea: consenziente il marito, sarà lasciva nel calendario
da edicola, accettando una proposta indecente. Dov'è l'indecenza,
di questi tempi? Nell'adesione data quando il compenso iniziale raddoppia.
Ora anche i popolani - una volta ricchi, almeno in pudore - hanno un
prezzo, solo ce l'hanno più alto. Per una volta, l'invisibile
mano del mercato è stata generosa.
Maurizio Cabona
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