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* Per leggere la trama clicca sulla Locandina
Tutte le donne della mia vita
Tutte le donne della mia vitadi Simona Izzo
con Luca Zingaretti, Vanessa Incontrada, Rosalinda Celentano, Lisa Gastoni, Ricky Tognazzi, Italia, 2007.
 
Il Tempo, 15 aprile 2008
Chef, ironia e amori, nella commedia di Simona Izzo
Nel cast di «Tutte le donne della mia vita» anche Zingaretti, Celentano, Cescon e Incontrada

 Al cinema non ho incontrato molti cuochi. Ne ricordo uno ne "Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante", di Peter Greenaway e altri in "Qualcuno sta uccidendo i più grandi cuochi di Europa", di Ted Kotcheff. Adesso ce ne propone uno nuovo, spiritosissimo, la nostra Simona Izzo, sceneggiatrice e regista, tenendolo in equilibrio sapiente fra la commedia e i sentimenti. Con un brio, una sensibilità e una piacevolezza di effetto sempre sicuro. La caratteristica di questo cuoco, che all’inizio agisce a Torino, è quella di essere, pur sposato, un impenitente donnaiolo, con tutti i più vivaci difetti di quella condizione. E con un corteo di donne via via al suo fianco ciascuna con i suoi colori, i suoi particolari atteggiamenti, i motivi che le inducono a intervenire arrivando, andandosene, patendo gelosie, rifacendosi poi, anche la moglie, una vita altrove. Con una costruzione di racconto in cui i flash-back, una volta tanto, anziché inceppare, illustrano meglio, approfondiscono, alternando in mezzo, con abilità, i due principali temi della storia, la gastronomia e gli amori. Arrivando a evocare attorno a quello scombinato ma simpatico protagonista un panorama esatto delle sue gesta, dei suoi sotterfugi, dei suoi sentimenti migliori (paterni) e di quello peggiori (le continue infedeltà sostenute e contrabbandate da un profluvio di bugie). Senza trascurare quel suo vezzo furbo di compiere i primi approcci con ogni donna dicendo che hanno lo stesso nome della madre (fino a quando, per una, sarà vero) e svolgendo poi tutta l’azione in modo da farla concludere alla fine da un raduno, l’una all’insaputa dell’altra, di "tutte le donne della sua vita", madre compresa, anche lei con un segreto in serbo da rivelare. Senza contare il luogo in cui tutto confluisce, quell’isola di Stromboli, con vulcano onnipresente, quasi ignorata dal cinema salvo forse nel film omonimo di Roberto Rossellini. Con ritmi scioltissimi, anche nelle pause sentimentali, e con una tale varietà di accenti, dall’allegria, appunto, al ripensamento, dagli eventi felici a quelli in apparenza un po’ mesti (c’è perfino un licenziamento tra i fornelli), da tener testa dal principio alla fine una divertita attenzione. Con il rammarico, insolito, che a un certo punto si arrivi a concludere. Lo suscitano anche dagli interpreti sempre felicissimi, da Luca Zingaretti, padrone saldo della commedia con le stesse qualità con cui, in altre occasioni, domina il dramma, al coro di donne che l’attornia: Vanessa Incontrada, la moglie, la cara, ben tornata Lisa Gastoni, la madre, Rosalinda Celentano, Michela Cescon, Jane Alexander. Tutte belle e frizzanti.

Gian Luigi Rondi
© Sipario 2011