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Tropic Thunder
Tropic Thunderdi Ben Stiller
con Ben Stiller, Jack Black, Robert Downey Jr. (Usa, 2008)
 
Il Mattino, 26 ottobre 2008

Ben Stiller, parodia dei film di guerra con attori che diventano soldati per caso

«Tropic Thunder» diretto e interpretato da Ben Stiller rischia di essere facilmente scambiato per l'ennesima parodia di genere, rivisitazione demenziale di stereotipi, satira hollywoodiana di routine. E invece si tratta di un'intelligente decostruzione della satira stessa del cinema di guerra, di una rigenerante presa in giro politicamente scorretta dei blockbuster bellici, di un velenoso sberleffo alla Mecca del cinema, sulla base di una bella idea nata nel 1987 dello stesso Stiller, tornato dietro la macchina da presa a sette anni da «Zoolander»: alcuni attori veri di una guerra finta diventano soldati finti di una guerra vera. Un attore di cinema d'azione che sogna d'interpretare un film drammatico, un reduce dal successo di una pellicola trash su una famiglia di ciccioni petomani, un attore australiano tutto Metodo che si è scurito chirurgicamente la pelle, un rapper soprannominato Alpa Chino e il mansueto Kevin sono i protagonisti di un costosissimo kolossal d'azione sul Vietnam. Quando, per motivi di budget, la produzione decide di sospendere le riprese, il regista senza perdersi di coraggio per continuare a girare catapulta l'ignaro cast nella giungla del Sud-Est asiatico adducendo motivi di maggiore veridicità. Lo sgangherato plotone si ritrova nel bel mezzo di una vera guerra ripreso con l'espediente del cinema-verità e i cinque «soldati per caso» scoprono traffici di armi e droga e la piaga dei bambini-soldato. Tra citazioni di capolavori di guerra, Ben Stiller, Jack Black e Robert Downey jr. si calano nella movimentata disavventura con la giusta dose di demenziale comicità. Incisivi i camei di Matthew McConaughey, Nick Nolte e di un quasi irriconoscibile Tom Cruise nei panni di un boss hollywoodiano grasso, pelato e sboccato.

Alberto Castellano

 
Panorama, n. 44 2008

Vietnam da ridere

Dimenticate Disaster Movie, decerebrato esempio di film parodico, e adottate la comicità demenziale e superintelligente di questo Tropic Thunder, diretto da Ben Stiller e interpretato insieme con Jack Black e uno degli attori del momento, Robert Downey jr. Trama: una scalcagnata troupe hollywoodiana decide di girare «il» film sul Vietnam, interpreti Kirk Lazarus (Downey jr), attore da Oscar che, per eccesso di immedesimazione, s'è fatto la pelle nera con un'operazione chirurgica, Tugg Speedman (Ben Stiller), protagonista in disarmo che vorrebbe passare dall'action al drammatico, e l'eroinomane Jeff «Fats» Portnoy (Jack Black), comico «scorreggione». I tre naturalmente finiscono coinvolti nella guerriglia vera. Ben Stiller, alla quarta regia, conferma di essere non solo spiritoso ma anche raffinato e colto, e di certo imparerà con il tempo pure a limare i tempi morti. Parodia irresistibile dei film di guerra hollywoodiani, Tropic Thunder si raccomanda soprattutto per il cameo di Tom Cruise nel ruolo del produttore grasso, pelato e bestemmiatore, un volgarone persino in stile hip hop. Un miniruolo con cui la star in crisi punta evidentemente dritto all'Oscar e alla riabilitazione. Magari a Stiller, generoso, manca la misura, e questo fa sì che inzeppi il film anche con i finti trailer, che però, assieme a Cruise, sono la cosa più godibile.

Piera Detassis

 
la Stampa, 24 ottobre 2008

Salvate il soldato Stiller

E' una commedia, un film di guerra, una satira e uno spasso»: così Ben Stiller presentando Tropic Thunder da lui scritto, diretto e interpretato. Ed è una delle rare volte in cui ci si può fidare dell'auto-elogio di un autore. Invece di basarsi su trovatine sgangherate, la parodia (perché di questo si tratta) si articola come un film su un film dalla sceneggiatura ben strutturata, prendendo di mira, oltre al filone alla Platoon sul conflitto vietnamita, l'intero caravanserraglio hollywoodiano. Divi che puntano all'Oscar interpretando un ritardato mentale, registi isterizzati da attori primedonne, attori primedonne che si odiano fra loro, agenti biechi e veterani di guerra bidonisti (un godibile Nick Nolte). In più battute dissacratorie a volontà: ce n'è di che tuonare al politicamente scorretto, e infatti in Usa la pellicola è stata bacchettata a destra e a manca, ma non dal pubblico che trovandola esilarante ne ha giustamente decretato il successo.

Realizzato dalla Dreamworks con i mezzi e l'impegno di una vera pellicola d'azione, Tropic Thunder ha anche il pregio di un cast di grandi commedianti che, giocando un poco di autoironia, hanno tutta l'aria di essersi divertiti un mondo.

Sono Stiller, eroe muscolare che ha fatto flop tentando la carta drammatica nei panni del mentecatto; Jack Black, popolarissimo ciccione petomane in una serie tv e drogato perso nella vita; Robert Downey Jr, divo australiano metodo Strassberg e cinque Oscar, che per recitare un nero è arrivato a scurirsi la pelle tramite chirurgia; Brandon T. Jackson, musicista di colore disco di platino che per affermarsi nel cinema ha scelto il nome d'arte di Alpa Chino: quattro superstar che ritardano i tempi di lavorazione del colossal Tropic Thunder tra fisime e bisticci. Finché l'esasperato regista Steve Coogan non li paracaduta in una giungla dove finiscono alle prese con il pericolo reale rappresentato da una banda di narcotrafficanti.

Dei tanti risvolti a sorpresa, il più irresistibile è il cammeo di uno spiritosissimo Tom Cruise, bolso, calvo e tirannico produttore.

Alessandra Levantesi

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