Pellizzer, commedia che vale il biglietto
Realizzata fra un gruppo di amici, clan milanese di famiglia con i suoi vezzi e un low budget che non nega mai il professionismo e la fattura, la commedia di Andrea Pellizzer vale una visita perché ha una bella idea di partenza e viaggia per un road movie dove si fa tappa presso sentimenti certi e incerti, dove si accarezza il patetismo da giostra, dove si rischia cento volte di finir male. Si tratta di tre infermieri che scappano una notte dall’ospedale (ma il ministro Brunetta non lo sa…) per cercare col nonno, un vecchietto che sembra un hippie in versione Emir Kusturica, un prezioso francobollo, come «Sciarada». Non tutto è risolto e ogni tanto l’azione s’allunga troppo, qualche parentesi è superflua, c’è manierismo (la caposala che pare la Finocchiaro, il finale dopo i titoli di coda), ma il cast è bravo, specie Veronese, e c'è sano entusiasmo. (m. po.)
VOTO: 6,5
Maurizio Porro