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Tre De MussetTre De Musset
Fantasio /
Non si scherza con l'amore /
I capricci di Marianna

a serate alterne di Alfred de Musset
traduzione: Agostino Richelmy
elaborazione drammaturgica: Mauro Avogadro e Ola Cavagna
con la partecipazione di Milena Vukotic
con Mauro Avogadro, Nicola Bortolotti, Francesca Bracchino, Martino D'Amico, Elisa Galvagno, Paolo Giangrasso, Lorenzo Iacona, Roberto Laureri, Fabio Marchisio, Sax Nicosia, Olga Rossi, Valentina Virando
regia: Mauro Avogadro
impianto scenico: Francesco Zito
costumi: Giovanna Buzzi
luci: Giancarlo Salvatori
Torino, Teatro Astra, dal 3 al 23 aprile 2008

   
 
La Stampa, 6 aprile 2008
Torna De Musset. E si fa in tre

A parte quel capolavoro di Lorenzaccio, che Carmelo Bene ha rivoltato a piacere, il resto della produzione teatrale di Alfred de Musset non ha avuto, di recente, memorabili fortune. "Thèatre de fauteuil, dicevano i contemporanei dell'opera di questo scrittore dalla vita breve e insonne, simbolo di un romanticismo 'à bout de souffle'. Lui per primo, scrivendo Spettacolo in una poltrona, sembrava considerare il proprio lavoro un esercizio intellettuale, un divertimento da salotto. Non a caso, eccettuati un paio di tentativi subito naufragati, non vide mai un allestimento delle proprie commedie. La sua fortuna sarà postuma.

Adesso Mauro Avogadro estrae de Musset dalla penombra dell'inattualità nientemeno che con tre titoli: Fantasio, Non si scherza con l'amore e I capricci di Marianna, nella storica traduzione di Agostino Richelmy rielaborata dallo stesso regista e da Ola Cavagna. Impresa impegnativa per lui e per lo spettatore. Tre de Musset (questo è il titolo complessivo dell'operazione) viene spalmato su due serate. La prima è riservata a Fantasio e a Non si scherza con l'amore e i due testi, per quanto sfrondati, toccano agevolmente le tre ore che, sugli spartani seggiolini dell'Astra, possono valere anche il doppio. L'impresa consiste nel mescolare agli attori di consolidato curriculum gli allievi della scuola dello Stabile di Torino, utilizzati per le parti minori e per le scene corali. Con tale complesso, che annovera anche Milena Vukotic per I capricci di Marianna, lo spettatore entra nel cuore di una drammaturgia svagata e punteggiata da scintille giocose. Ma non solo.

Fantasio pone il problema della sincerità. Nel fiabesco regno di Baviera, lo studente Fantasio decide di prendere il posto del buffone di corte per reagire alla malinconia. Qui Elisabeth sta per sposare il mai incontrato principe di Mantova per scongiurare una guerra tra i due Stati. Fantasio convince Elisabeth a vivere secondo il proprio cuore. Ambiguità dell'animo e mascheramenti della vita inducono Avogadro a vedere in Fantasio una metafora del teatro e a esibire l'armamentario teatrale (i bauli trasformati in boudoir), i costumi da farsa e da operetta, le musiche di Rota per il Fellini di Otto e mezzo e La strada. Il tema della sincerità ritorna con Non si scherza con l'amore, dove il baroncino laureato alla Sorbona, una volta a casa, dovrebbe sposare la cugina Camilla, che perà mira al convento. Frustrato nell'amore, il giovane promette di sposare Rosetta ma non dimentica Camilla, la quale, per svelare alla 'rivale' l'incostanza dell'innamorato, finge di accondiscendere alla sua passione e provoca la morte di Rosetta. Qui spiccano due toni: uno buffonesco (la figura del padre, l'aio del giovane e l'aia di Camilla, il curato beone), l'altro di struggimento romantico.

Avogadro maneggia il tutto con molta affettuosità, dirige benissimo gli attori, fra i quali, oltre alla scioltezza dei ragazzi, ricordiamo almeno Lorenzo Iacona, Fabio Marchisio, Roberto Laureri, Elisa Galvagno, Francesca Bracchino, Martino D'Amico e Erika La Ragione. Un limite? L'uso dei sipari. Per coprire i vuoti e i cambi-scena dei testi ridotti a brevi nuclei, Avogadro fa calare bellissimi sipari. L'operazione allunga i tempi e ha inevitabili conseguenze sul ritmo complessivo, che paradossalmente appare lento senza esserlo in sé.

Osvaldo Guerrieri

     
 
© Sipario 2011