Sipario

home rivista recensioni comunicati i fatti cyclopedia spazio regioni commedia dell'arte biblioteca teatro danza contatti
novità video sostenitori interviste link archivio primo piano cartelloni testi lavoro cerca blog



 
  recensioni online        
             
  cinema concerti danza lirica prosa storiche
             
             
cinema
 
 
 
ricerca per titolo
A | B | C | D | E | F | G | H | I | J | K | L | M | N | O | P | Q | R | S | T | U | V | W | X | Y | Z | 0-9
   
* Per leggere la trama clicca sulla Locandina
Torno a vivere da solo
Torno a vivere da solodi Jerry Calà
con Jerry Calà, Enzo Iacchetti, Tosca D'Aquino (Italia, 2008)
 
Il Giornale, 12 dicembre 2008

Jerry Calà insidiato dal gay Iacchetti

Ventisei anni dopo Jerry Calà torna sul luogo del delitto: il loft milanese con il water collegato al juke box. Tutto sommato ci si diverte ancora in Torno a Vivere da solo, scritto e diretto da Calà stesso. Il quale si ritaglia il ruolo dell'agente immobiliare Giagià (sfacciato spot per Pirelli Re), che stufo di essere ignorato da moglie (Tosca D'Aquino) e figli, se ne va di casa. Arginando le avance dell'insospettabile collega gay Ivano (Enzo Iacchetti), corteggiando la vistosa ex (Eva Henger) dell'amico farfallone Nico (Don Johnson) e cercando di mettere pace tra i litigiosi genitori (Paolo Villaggio e Gisella Sofio). Si ride spesso, senza vergognarsi troppo.
voto: 5,5
MB

 
Corriere della Sera, 5 dicembre 2008

Jerry Calà mandrillo Volgarità riciclata

Non richiesto, senza referendum popolare Jerry Calà ha deciso di riprendere il personaggio del marito che torna da mammà lanciato nell'82 in Vado vivere da solo (debutto di Marco Risi), in un sequel che offre un menù di assoluta banalità, senza un guizzo: la crisi coniugale, il divorziato da Tosca D'Aquino con i figli del week end, i tentativi sentimentali (fino alla bella brasiliana), la crisi del papà Villaggio sposato con Gisella Sofio e l'amicizia con Iacchetti gay che fa outing per amore di Calà, che non si nega neppure il ruolo seduttivo omo. Se non provate brividi per la moto originale, il film sarà di profondo squallore, ripetendo le classiche situazioni del mandrillo sfortunato peggio dei cartoon mentre la sceneggiatura di Calà e Capone alla ricerca vana di una idea, ricicla pezzi d'antiquariato in un linguaggio di coatta volgarità amplificato dal molesto accento milanese.

VOTO: 3
Maurizio Porro

 
La Stampa, 5 dicembre 2008

All'acqua di rose ma Calà diverte

Ideale sequel di Vado a vivere da solo (1982) di Marco Risi, Torno a vivere da solo, con Jerry Calà regista e interprete, è anche una commedia di Natale, con i tipici requisiti di questo filone italico che ambisce, ridendo, a rispecchiare nevrosi e tic contemporanei. Qui l'aumento dei divorzi è lo spunto su cui si avvita la storiellina di un agente immobiliare che, in via di divorzio, si rifugia nel vecchio loft di scapolo, tentando di godersi la libertà sino a un lieto finale che suggerisce la famigliona allargata come unica possibile soluzione.

Di buono nel film all'acqua di rose c'è l'accattivante, innocente comicità di Calà e del suo amico Enzo Iacchetti, la simpatica protervia di Tosca D'Aquino, le presenza di Gisella Sofio, Piero Mazzarella e un Paolo Villaggio davvero straordinario.

Alessandra Levantesi

© Sipario 2011