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Tiffany e i tre briganti
Tiffany e i tre brigantidi Hayo Freitag (animazione)
 
Il Messaggero, 7 novembre 2008

Grandi maestri per piccoli spettatori

Che meraviglia: un cartone animato all'antica, dove più che l'animazione fotorealistica cui ci sta abituando il 3 D contano la bellezza dei disegni e il racconto. Una favola per bambini piccoli ma buffa e trasgressiva come il suo autore, l'alsaziano Tomi Ungerer, maestro dell'illustrazione contemporanea. La protagonista è una bimbetta destinata all'orfanotrofio che salta sull'occasione della sua vita e si fa rapire da tre briganti facendo loro scoprire le gioie della paternità, mentre nel cupo e piovoso istituto dov'era diretta, una Maestra perfida e sconciamente golosa sfrutta i malcapitati allievi come schiavi nel suo zuccherificio. Il tratto è bonario, il tono infantile, i buoni sentimenti garantiti. Ma non fatevi ingannare. Il regista Hayo Freitag, che ha ampliato e riscritto la favoletta di Ungerer, sa dosare lo zucchero e il pepe. Quel bosco di notte, pieno di occhi che scrutano da tutti gli angoli, non è solo una riserva di animaletti innocenti. Quei fratelli briganti che dormono tutti nello stesso lettone, sono incapaci di spendere l'oro e i gioielli che accumulano. E se la maestra ghiotta di zucchero fa una fine ironica si trasforma in una torta divorata con gusto dalle sue vittime la furba Tiffany innesca una rivoluzione combattuta come nel cinema muto: a torte in faccia. Il resto lo fanno la raffinatezza dei disegni e dei colori, l'uso davvero inventivo delle luci e del sonoro. E musiche spiritosissime da far invidia a Tim Burton ("volevamo qualcosa tipo Tom Waits per bambini") firmate da Kenneth Pattengale e dai Bananafishbones. Non perdete i titoli di coda: quell'unicorno stralunato e dal passo elastico vale da solo il film.

Fabio Ferzetti

 
Corriere della Sera, 7 novembre 2008

L' orfanella scuote i banditi folk

Tre briganti vecchio stile con il mantello e un cappellaccio nero sono al centro di questa favola in cui un' orfanella costretta a lavorare come schiava in una piantagione viene rapita mentre il livello morale dei personaggi muta a vista quasi come la splendida grafica e i colori incantevoli di questo affascinante cartoon. Alla base I tre briganti di Tomi Ungerer, edito da Nord-Sud, ma soprattutto la seduzione del mondo perduto che attinge alle radici dell' immaginazione infantile. La trovata è dell' orfanella Tiffany che sconvolge la vita di tre buffi banditi folk che sono una cosa sola ma conservano anche una loro personalità. Hayo Freitag, regista, ha lavorato in accordo con l' autore alsaziano-irlandese che ha illustrato e raccontato (in originale voce narrante) una favola in cui domina la paura risolta nel lieto fine e nella sagacia visuale che mescola personaggi, sfondi e contorni. voto 7,5

Maurizio Porro

 
Il Giornale, 7 novembre 2008

Una bimba contro streghe e briganti

C'era una volta Tiffany è un cartone ispirato a un classico della letteratura per bambini come I tre briganti. La bambina in una notte tempestosa viaggia verso un tetro orfanotrofio, ma sulla strada ci sono tre ladroni pronti ad assaltare le carrozze di passo. Compresa quella su cui viaggia la marmocchia, che vuol esser rapita, per non finire nelle grinfie della Cattiva Maestra.La brigantella incanterà i briganti, ma con l'inganno.Scoperto il quale, i tre la riconsegnano a quella strega, che si mangia tutti i dolci. Il fatto è che pure loro, son passati di lì da piccoli.

Cinzia Romani

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