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Water Horse (The)
The Water Horsedi Jay Russell
con Bruce Allpress, Eddie Campbell, Ben Chaplin
 
Il Messaggero, 21 marzo 2008
Il mostro di Loch Ness va alla guerra

Quando Nessie non era ancora il celebre mostro di Loch Ness, cresceva giocando come un cagnolino sulle rive della costa scozzese. Tutto merito del piccolo Angus (Alex Etel), che alleva la creatura uscita da un uovo marino. Intorno a lui la Seconda Guerra Mondiale e un gruppo di adulti a tratti mostruosi. Al suo fianco Crusoe, incrocio tra un dinosauro e una lumaca che grazie ai maghi neozelandesi della Weta cresce da cucciolo a creatura impressionante con gran credibilità. Ma qualcuno scambierà l'innocuo cavallone marino per un sommergibile tedesco. Water Horse - La leggenda degli abissi di Jay Russell fonde Storia e fantasia con mirabile vivacità, un tono di rispetto nei confronti del bambino protagonista (tipico della letteratura per l'infanzia anglosassone da cui è tratto) e un cast di razza che impregna le immagini di autenticità. Effetto speciale al computer perfettamente fuso con la carne e le rocce. Il sesso della creatura? Più lei che lui. Altro miracolo dei geni della Weta, ormai molto più bravi della Industrial Light and Magic di George Lucas. Il prodigioso Etel aveva già impreziosito con la sua presenza Millions di Danny Boyle.

Francesco Alò

 
Corriere della Sera, 14 marzo 2008
Un drago bisex e tenerezze pacifiste

Avventura sentimentale con un bebè di Godzilla in vasca da bagno in ricca casa scozzese durante la II guerra che diventa poi, con la crescita del pupo, una variazione sul Mostro di Lochness. Il regista Jay Russell parla ai cuori minorenni, scherza nel primo tempo in cui il drago bisex, una leggenda d'origine celtica, è un incrocio tra ET e uno Shreck con rutto ed orecchioni: pur digitale, sfida un pelouche e litiga come nei cartoon. Poi, con la pubertà del figlioletto e le traversie sentimentali di mamma Watson (che ha in casa un bulldog chiamato Churchill, un uomo da fatica e maggiori inglesi), le cose si complicano. Il drago diventa un cavallone marino che nel lago si trova benissimo, portando negli abissi anche l'amichetto, finché l'esercito non apre il fuoco. Vecchissimo stile con le tenerezze pacifiste del caso: non vorremmo essere l'analista del piccino una volta cresciuto.

VOTO: 6,5

Maurizio Porro

© Sipario 2011