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* Per leggere la trama clicca sulla Locandina
Strangers (The)
The strangersdi Bryan Bertino
con Liv Tyler, Scott Speedman (Usa, 2008)
 
La Stampa, 2 gennaio 2009

Così la paura è servita

Fifa, spavento, terrore, sgomento, atterrimento, panico, smarrimento, orrore, raccapriccio...». Fermiamoci qui, ma i sinonimi di «paura» che elenca l'apposito Dizionario di Tullio De Mauro sono molti di più; e corrispondono alle espressioni che volta a volta trasformano il volto di Liv Tyler nel film The Strangers. Dopo aver fatto capolino nella storia del cinema come la fanciulla in fiore di Io ballo da sola (1977) di Bernardo Bertolucci, la bella Liv è rientrata nei ranghi del cinema di consumo dove fa disciplinatamente il suo dovere di scritturata. Poca arte e molto mestiere, ma l'attrice sa farsi rispettare; e per questo film, che segna l'esordio del regista texano Bryan Bertino, è stata perfino elogiata come urlatrice. Arriva infatti il momento, in capo a un'oretta di trasalimenti e allarmi sempre più insistenti, che la protagonista dà voce all'orrore della situazione invocando inutilmente aiuto.

Una didascalia avverte che il fattaccio sarebbe realmente avvenuto il 12 febbraio 2005 a Florence (South Carolina), nella casa di vacanza della famiglia Hoyt, dove James (Scott Speedman) conduce Kristen per concludere una serata mondana. Fa freddino e c'è del freddo anche nella coppia, un certo nervosismo dovuto a motivi imprecisati. Petali di rosa sparsi, tavola imbandita per due, champagne e l'anello di fidanzamento sembrano sgelare il disagio, ma ben presto c'è dell'altro di cui preoccuparsi: colpi all'uscio, una donna che si presenta fugacemente alle quattro del mattino cercando una certa Tamara, la sensazione di essere presi di mira da qualcuno che sta di fuori... Oppure è già dentro? Sempre più invadenti e minacciosi, scopriamo che gli estranei sono tre, mascherati e minacciosi. In continuo transito da una stanza all'altra, appaiono e scompaiono evidentemente decisi al peggio; e il peggio puntuale accade in questo episodio nero della cronaca nera rimasto misterioso. C'è anche una cornice ironica con due ragazzini che vanno in giro diffondendo volantini religiosi e ne danno uno anche ai tre diavoli in fuga dal teatro della loro tremenda impresa. Tutto, infatti, è finito male, ma non del tutto. Horror di ordinaria amministrazione, però messo in scena, fotografato e montato con una certa abilità.

Alessandra Levantesi

© Sipario 2011