Le pillole di saggezza del santone Myers
Mentre si è sgonfiato il fenomeno «Bollywood» e
l'esotismo modaiolo occidentale ha dovuto fare i conti con
altri nuovi miti, Hollywood ha pensato di mettere in cortocircuito
- per parodiarli - l'universo colorato e musicale delle favole
moderne fabbricate in India e le suggestioni trendy della cultura
new age, della filosofia indiana. La commedia «Love Guru» vede
il ritorno da mattatore di Mike Austin Powers Myers dopo essersi
dedicato per alcuni anni a «Shrek». Vi interpreta
il guru Pitka («Sua Immensità») che vive
nell'India più remota e dispensa pillole di saggezza
che possono risolvere anche i casi più disperati. Look
da hippy, capelli e barba lunghissimi, collana floreale, abiti
stravaganti, questo americano abbandonato da piccolo davanti
ai cancelli di un antico ashram indiano e formatosi sotto la
guida di un santone un po' svitato (Ben Kingsley), è diventato
un maestro dell'era mediatica, un autorevole esperto di affari
di cuore, capace di mandare in delirio le folle come una rockstar
con i suoi consigli sentimentali e le esibizioni da ginnasta.
La grande occasione per diventare una celebrità anche
in America arriva quando Jane Bullard (Jessica Alba), presidente
di un'importante squadra di hockey, gli affida un campione
entrato in una profonda crisi professionale dopo che sua moglie
lo ha tradito con la star del team rivale. La movimentata avventura
tra l'India e l'America si consuma tra i numeri comici del
guru, spettacolari esibizioni, meditazioni sul tappeto elettronico,
e qualche divagazione sentimentale con la bella Jane.
Alberto Castellano