Sipario

home rivista recensioni comunicati i fatti cyclopedia spazio regioni commedia dell'arte biblioteca teatro danza contatti
novità video sostenitori interviste link archivio primo piano cartelloni testi lavoro cerca blog



 
  recensioni online        
             
  cinema concerti danza lirica prosa storiche
             
             
cinema
 
 
 
ricerca per titolo
A | B | C | D | E | F | G | H | I | J | K | L | M | N | O | P | Q | R | S | T | U | V | W | X | Y | Z | 0-9
   
* Per leggere la trama clicca sulla Locandina
Horsemen (The)
The Horsemendi Jonas Åkerlund
con Dennis Quaid, Ziyi Zhang e Peter Stormare
 
Il Mattino, 12 febbraio 2009

«The Horsemen», un serial killer ispirato ai Cavalieri dell'Apocalisse

Un altro thriller/horror a base di enigmatici serial killer e di efferati omicidi. «The Horsemen» per certi aspetti riprende lo schema dell'abbinamento simbolico dei delitti di «Seven» (che faceva riferimento ai Sette peccati capitali), ma Jonas Akerlund non è David Fincher e il plot più che incomprensibile per poi sciogliersi nella detection, resta confuso e pretestuoso anche quando nel finale la logica psicopatica riesce ad avere una spiegazione. In una New York sconvolta da delitti seriali che non hanno la stessa matrice, il poliziotto Aidan Breslin alle prese con il dolore per l'improvvisa morte della moglie e un rapporto difficile con i due figli, riesce a trovare un inquietante legame. Gli omicidi infatti sono ispirati dalla profezia biblica dei Quattro Cavalieri dell'Apocalisse e altrettanti giovani sadici «nobilitano» i loro truculenti giochi di morte con il richiamo alla Guerra, la Fame, la Pestilenza e la Morte. Tra l'indifferenza e lo scetticismo dei colleghi, il detective indaga tra mutilazioni, tatuaggi, piercing, simboliche estrazioni di occhi e denti e quando scopre che il cerchio si sta stringendo intorno a lui, deve impegnarsi in una frenetica corsa contro il tempo per impedire l'avverarsi dell'ultima profezia della Bibbia. L'atmosfera newyorchese da incubo è quella giusta per creare tensione e suspense, Dennis Quaid (nella foto), doppiato dal solito ottimo Luca Ward, si cala con sufficiente credibilità nel poliziotto diviso tra il conflitto irrisolto con il figlio maggiore, lo sgomento di fronte a tanta violenza e la sconvolgente scoperta del piano omicida che coinvolge anche lui. Quello che manca a questo come ad altri thriller simili è la capacità di trasformare l'effettistica scia di cadaveri e di sangue nella delirante espressione creativa di un progetto di lucida follia.

Alberto Castellano

 
Corriere della Sera, 6 febbraio 2009

Sorpresa annunciata nel thriller di Quaid

Dopo un film claustrofobico su giovani strafatti uscito in dvd, lo svedese Jonas Åkerlund, approfittando del momento nordico favorevole ai thriller sulla neve, si trasferisce in Canada per raccontarci l' angoscia privata di Breslin un detective neo vedovo che, dopo aver visto molti dei mali della vita, indaga su un serial killer che tortura e uccide le sue vittime, mettendo pure un cartello: Vieni a vedere, citazione dell' Apocalisse. Nel buio fisico di una America al buio morale, il film usa il bravo Dennis Quaid anche se manca, dopo tanto esborso di sadica violenza, un adeguato biblico finale: la sorpresa è annunciata. Ogni implicazione filosofica sulla visione del reale che nasconde sempre incubi migliori, è puramente casuale. Il protagonista vive una doppia razione d' infelicità con una privacy disastrata in una bella, livida fotografia di Eric Broms. voto 5

Maurizio Porro

© Sipario 2011