Quel taxi diretto a Abu Grahib
Il documentarista Alex Gibney ha un padre militare che nella II Guerra Mondiale interrogava i prigionieri. Un vecchio soldato inorridito dalle foto arrivate dal carcere iracheno di Abu Grahib. E' il suo ribrezzo il centro morale di Taxi to the Dark Side di Alex Gibney (già autore dell'eccellente Enron), Oscar 2008 come Miglior Documentario. In più c'è anche la storia di Dilawar, tassista afgano preso prigioniero per sbaglio, accusato erroneamente di attività terroristica e torturato fino alla morte nel carcere di Bagram in Afghanistan nel 2002. La storia di un ignoto taxi driver per indagare sulle torture effettuate dai militari americani fino all'esplosione mediatica di foto e video provenienti da Abu Grahib nel 2004, che ora anche Obama si preoccupa di oscurare. Il doc cerca di capire se quei torturatori fossero "poche mele marce" (come sosteneva Washington) o se gli ordini venissero dall'alto. Tutto perfetto, compreso il finale agghiacciante: che fine ha fatto Janis Karpinski, il generale che nelle foto di Abu Ghahib faceva il gesto della pistola sui genitali di una pila di prigionieri nudi? L'hanno rimandata in America. A insegnare come si interrogano i prigionieri.
Francesco Alò