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Tanti salutiTanti saluti

Un progetto di teatro civile clownesco di Giuliana Musso
con Beatrice Schiros, Gianluigi Meggiorin, Giuliana Musso
regia di Massimo Somaglini
direzione clown Maril Van Den Broek
al teatro Herberia, Rubiera – Reggio Emilia, prima nazionale.

   
 
www.Sipario.it, 3 maggio 2009

Si può sorridere della morte, si può fare del passaggio a miglior vita non solo un soggetto teatrale, ma una vera e propria azione comica per clown… ‘Si può, fare’, così risponde quella testa matta di Giuliana Musso, attrice e drammaturga, ma soprattutto infaticabile ricercatrice di verità di vita da raccontare complici la metafora e i simboli del teatro e lo fa dando vita ad uno spettacolo dalle buona tenuta scenica, capace di far ridere e commuovere, che non lascia indifferenti perché affronta un tema che riguarda tutti e la vita stessa Tanti saluti racconta della morte che è sempre di quella degli altri, perché quando arriva il protagonista è paradossalmente assente. In scena una bara di legno grezzo, una cassa da morto dentro, sopra, intorno alla quale si muovono Beatrice Schiros, Gianluigi Maggiorin e la stessa Giuliana Musso, clown e personaggi, figurine esili, ma cariche di vita davanti ad un tema titanico e insondabile come quello della morte. Lo spettacolo nasce da una ricerca sul campo, attraverso la testimonianza di chi assiste i malati terminali, di infermiere, testimonianze private di elaborazioni del lutto, fonti saggistiche sull’antropologia della morte piuttosto che sul dibattito legato ai temi quali l’accanimento terapeutico o la buona morte, o ancora il testamento biologico. Tutta questa mole di informazioni si scioglie e si amalgama in tanti piccoli e poetici elzeviri teatrali, numeri circensi, cabaret patafisico su un tema che è molto fisico perché annulla la presenza fisica di chi si ama. E allora quella cassa da morto in scena è quella di ognuno dei tre clown, è quella che attende ogni spettatore, è quella su cui dialogano inconsapevolmente tre esilaranti vecchietti, impegnati a contarsi leggendo gli annunci funebri sul giornale. Tanti saluti si srotola in tante piccole e intelligenti variazioni sul tema. C’è l’affannosa darsi da fare di una mamma tutto fare che ad un certo punto si sente chiamare e dire che il suo tempo è scaduto, pur dovendo accudire ancora la casa, e fare mille altre cose. C’è la testimonianza dell’infermiera che assiste i malati terminali e che alla pratica medica vorrebbe fosse unita quell’umanità tanto più necessaria alla fine di un percorso di vita. C’è lo sberleffo per esorcizzare la morte, c’è la commozione autentica di un racconto di vita vissuta che fa inumidire gli occhi anche di chi lo recita. C’è la bellissima sfilata di sveglie che con il loro ticchettio dicono che ognuno ha fissata la propria ora… Tanti saluti è un pugno nello stomaco e al tempo stesso una carezza poetica alla vita, ma anche una bella rivelazione di interpreti. Nella sera della prima a spettacolo ancora da rodare e da oliare – ma senza poi troppi scompensi in realtà – Giuliana Musso offre al pubblico non solo al sua forza d’interprete - volutamente defilata – ma soprattutto la potenza mimica ed espressiva di Gianluigi Maggiorin, il musicista che l’accompagna in Sexmachine, e la forte presenza di una strepitosa Beatrice Schiros. Tanti saluti è l’esempio di un teatro intelligente e senza paura, uno spettacolo che merita attenzione e che è destinato a crescere e a grande successo, a patto che non si abbia paura di parlar e sorridere di ‘sorella morte’.

Nicola Arrigoni

     
 
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