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Swan LakeSwan Lake

Di: P. I. Tchaikovskij
Scene: Lez Brotherston
Costumi: Lez Brotherston
Musiche: P. I. Tchaikovskij
Regia: e coreografie di Matthew Bourne
Produzione: Back Row Productions UK Ltd & Poltronissima present A New Adventures Production
Interpreti: Jonathan Ollivier, Simon Williams,Dominic North, Nina Goldman, Madelaine Brennan, Shalby Williams, Ashley Bain, Steve Kirkham, Tim Bartlett, Tom Clark, Travis Clausen-Knight, Cindy Ciunfrini, James Cousins, Pia Driver, Tom Davies, Gavin Eden, Ross Fountain, Phil Jack Gardner, Scott Jennings, Jack Jones, Mari Kamata, Nicole Kabera, Simon Karaiskos, Daisy May Kemp, Franklyn Lee, Katy Lowenhoff, Katy Lusby, Jamie McDonald, Luke Murphy, Ashley Orvin, Gemma Payne, Samuel Plant, Alastair Postlethwaite, Danny Reubens, Anwar Russel, Chris Trenfield, Vince Virr, Lewis Wilkins, Shelby Williams.
Trieste, Politeama Rossetti 1 dicembre 2010

   
 
www.Sipario.it, 6 dicembre 2010

Il pubblico di tutto il mondo ne è rimasto estasiato e la sua fortuna dura sul palcoscenico già da quindici anni, vantando altresì una citazione nel film Billy Elliot del regista Sephen Daldry. Ci riferiamo allo “Swan Lake” di Matthew Bourne, coreografo e regista londinese di culto additato da tutti quale corifeo della danza del futuro. La sua rilettura singolarissima del Lago dei cigni, uno dei più famosi balletti del repertorio classico, non smette di suscitare ammirazione anche in Italia. Dispendiosa e complessa dal punto di vista spettacolare, presenta, infatti, una messinscena che ammicca al musical come complessità di codici coinvolti ma comunica e narra una storia, alla fine, solo e soprattutto con il linguaggio del corpo. Rispetto alla tradizione, lo spartito di Tchaikovsky viene esaltato e rivitalizzato oltre che nell’innovativa e travolgente coreografia (di contro a quella arcinota di fine ‘800 di Petipa e Ivanov) anche in una nuova rielaborazione del soggetto, nonostante rimanga l’idea di fondo della quête, della tensione verso qualcosa di assoluto e irraggiungibile. Nel plot Bourne sostituisce le fattezze da sempre muliebri e impalpabili dei cigni con quelle virili ed atletiche, proponendo così un ensemble di giovani uomini, più adatti, secondo lui, a suggerire la forza, l’aggressività degli animali alati. E la stessa Odette, inoltre, oggetto dell’attrazione del principe Sigfrido, si cangia in un misterioso e seducente cigno (capace di sedurre pure la Regina Madre), alludendo per taluni a una tendenza omosessuale, per altri al veemente anelito verso il proprio alter ego tipico di una persona che cerca di essere amata da tutti. La vita di corte poi qui rappresentata, algida nell’etichetta eppur dedita agli scandali, rimanda con ironia alle vicende della Royal Family inglese, accogliendo anche elementi di attualità, mentre l’apoteosi del finale si ispira palesemente all’aggressione subita da Tippi Hedren nel film di Hitchcook “Uccelli”.
La capacità interpretativa ed espressiva di tutti i ballerini risulta senza dubbio impeccabile: sanno coniugare momenti sublimi di romanticismo a humour dissacrante, delicatezza a fisicità, poesia a narrazione incalzante in un unicum difficile da dimenticare.

Elena Pousché

     
 
© Sipario 2011