Quattro anni fa gli sciuscià di Kabul
Quattro anni di riprese in una città che cambia ogni giorno: Kabul. I registi sono due nomi del cinema italiano più indipendente, Giuseppe Gaudino e Isabella Sandri (due soli film di fiction al loro attivo, ma notevoli: Giro di lune tra terra e mare per Gaudino, Animali che attraversano la strada per la Sandri). I protagonisti i bambini di strada della capitale afghana, "pedinati", reclutati, talvolta salvati da Mr. Wali, un personaggio così bello che se non ci fosse andrebbe inventato. Pedalando in giacca e cravatta fra le baraccopoli di Kabul, Mr. Wali infatti avvicina con mille cautele i piccoli lavoratori, quasi sempre orfani di guerra, per portarli nella scuola Aschiana, dove oltre che a leggere e a scrivere impareranno un mestiere. Fra tutti questi bambini seguiamo in particolare Kakà, capofamiglia a 10 anni (i genitori sono rimasti sotto le bombe "intelligenti"), i suoi sogni, le sue parole così semplici e toccanti. Ma intorno a Kakà e Mr Wali prende forma tutto un mondo, con i suoi riti, i suoi pericoli, i suoi segreti, sempre "ad altezza di bambino" ma senza dimenticare il resto. Più che un semplice documentario, un impossibile poema epico a basso costo che dice tutta l'ambizione e la follia di questo cinema.
Fabio Ferzetti