In «Step up» il sogno americano riaffiora dal musical
hip hop della Fletcher
DI FILM sulla danza, classica e no, se ne sfornano così tanti
da essere ormai diventati un filone. Cui si aggiungono quasi ogni giorno
nuovi esempi. Eccone oggi un altro, realizzato, esordendo nel cinema,
da una nota coreografa americana Anne Fletcher. La storia è prevedibile,
risaputa e fitta di tutti i più consueti luoghi comuni. Però con
qualche guizzo che può consentire di seguirla senza troppo biasimo.
Lo spunto, intanto. Siamo a Baltimora. Da una parte c’è un
ragazzo, Tyler, uscito dai bassifondi, dedito anche a piccoli furti,
ma nello stesso tempo, appassionato come molti suoi coetanei di ballo,
quello di strada, naturalmente, l’hip hop, con risvolti precisi
in quella detta ormai "breakdance". Da un’altra c’è una
ragazza dei quartieri alti, Nora, che in una scuola per la danza classica
sta preparando il saggio di diploma essenziale per il suo futuro di ballerina.
Il suo patner ha un incidente (come d’uso) e Tyler, in quella scuola
dove, per una sua trasgressione, deve svolgere un servizio sociale, prende
il suo posto. Prima mal visto poi visto perfino con molto sentimento
da Nora affascinata dal suo modo personalissimo di ballare e presto anche
da lui. Con gli abituali contrattempi ed equivoci che, secondo le regole
di questo tipo di storie, le rallentano un po’ perché non
si arrivi troppo presto al lieto fine. Proposto tale e quale come, fin
dall’inizio, lo si era immaginato. A riscattare un po’ questa
ovvietà c’è, come sempre il film del genere, la danza:
con attenzioni minori per quella classica, più insistita e spesso
in primo piano per quella, appunto, definita "da strada", nell’ambito
dell’hip hop. Con i ben noti ritmi afroamericani e con sfoggio
di coreografie affannosissime che finiscono quasi sempre per consistere
in piroette ed esercizi ginnici a dir poco spericolati. Pur con una loro
curiosissima armonia. Così chi ama questo tipo di esibizioni può aderirvi
ed anche, ma un po’ marginalmente quelli che preferiscono la danza
classica pur senza pretendere proprio il "Lago dei cigni".
Gli interpreti ce la mettono tutta per corrispondere a queste attese,
specie i due protagonisti, anch’essi, come la regista, per la prima
volta su uno schermo ma, a priori, già esperti in ballo. Nora,
molto carina, è Jeanne Dewan, che il classico mostra di ballarlo
bene, Tyler è Channing Tatum. A vederlo sempre un marine in libera
uscita, ma gesticola a dovere.
Gian Luigi Rondi