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Solometro
Solometrodi Marco Cucurnia
con Anna Valle, Pietro Sermonti, Michele Placido, Eleonora Giorgi, Italia, 2007.
 
Il Tempo, 19 luglio 2007

Solometro è il titolo, penso immaginario, di uno di quei giornaletti di poche pagine che di solito si offrono gratuitamente nelle stazioni della ferrovia e della metro. Serve per collegare — ma soprattutto, alla fine per concludere — alcune piccole vicende che si svolgono a Roma nell’arco più o meno di una giornata, anche, qua e là, intrecciandosi fra loro, come d’uso. Una è quella di uno sceneggiatore che, volendo scrivere un film sulla prostituzione va a intervistare una ragazza squillo, seguendola poi, molto pedissequamente, lungo tutta la sua giornata di... lavoro. Un’altra è quella di un ragazzotto arrivato dalla provincia per sostenere un concorso, indotto, altrettanto pedissequamente, a partecipare alle imprese di un cialtrone che non tardano a coinvolgerlo in una serie tragicomica di rischi. Infine, una terza, venendo a contatto con le altre, ci dice di un onesto extracomunitario di colore che, amando ricambiato una ragazzina figlia di ricchi, è duramente osteggiato dal padre di lei che, però, vedi caso, è un cliente della ragazza squillo dell’inizio. Da qui la crisi, con tentato suicidio, della moglie, salvata comunque all’ultimo momento proprio dall’extracomunitario venuto a cercare la ragazza di cui era innamorato. Per tirare le somme, dicendoci come tutto si risolve, ci si rivolge, appunto, al giornaletto che però, secondo il vezzo di quelle pubblicazioni, ne farà un resoconto molto più colorito del reale. Certo, una trovata. Il regista esordiente Marco Cucurnia, tuttavia, pur noto nel settore del cortometraggio e collaboratore a suo tempo di Monicelli, l’ha accettata sfiorando, se non l’irrisolto, almeno l’inespresso, lasciando abbastanza sfocati i caratteri di quasi tutti i personaggi cui si è rivolto, ora puntando, ma in modo poco pungente, su una sorta di commedia degli equivoci (il provinciale timido che, scambiato per un campionato motociclista, rischia di dover partecipare a una pericolosa corsa clandestina), ora privilegiando situazioni sentimentali piuttosto modeste. Se tutto, però, narrativamente convince poco, la regia, grazie anche alle belle immagini curate, con l’abituale fervore, da Maurizio Calvesi, qualche risultato lo ottiene: sia dal punto di vista figurativo sia, qua e là, con l’evocazione di certi climi. I protagonisti, Anna Valle, Pietro Sermonti, hanno un passato (e modi) solo televisivi. Si seguono meglio, pur in parti di fianco, Eleonora Giorgi e Michele Placido, quest’ultimo anche in veste di produttore.

Gian Luigi Rondi

© Sipario 2011