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Shrek 3
Shrek 3animazione (2007)
 
L'Unità, 2 settembre 2007

Sembra che il politically uncorrect si deteriori molto più velocemente della normale narrazione "buonista". Perché è meno immediato, più difficile da bilanciare, sempre a rischio di diventare cinismo o cattiveria. E allora Shrek 3, diretto dall'esordiente Chris Miller e scritto insieme a Jeffrey Price e Peter Seaman, merita di essere visto per la bellezza dell'animazione Dreamworks e qualche momento divertente. Dimenticatevi però la comicità corrosiva del primo episodio. Questo è sicuramente il più kid oriented della trilogia. L'Orco Puzzone ha paura di crescere e di prendersi le sue responsabilità. Il re "marmocchio" Harold muore e lo designa suo successore. Fiona è incinta. Lui, come ogni americano della categoria "non competitivo", vorrebbe tornare alla sua baracca nella palude e spassarsela con niente, evitandosi la responsabilità del regno Far far away. Quanto al desiderio di paternità, fino a cosa fatta e accettata (suo malgrado), l'incubo di una invasione di marmocchi che lo torturano per casa infesta i suoi sogni. E diventa una delle scene migliori del film. Ma anche quella che potrebbe far venire in testa strane idee ai vostri figli piccoli. Tuttavia l'Orco, se alla forzosa riproduzione della specie non può sottrarsi, almeno si vuole evitare la rogna di governare. Col Ciuchino e il Gatto con gli stivali va a prelevare in un "college medioevale" Artie, il possibile giovane e impappinato successore designato in quanto cugino di Fiona.

La complicazione: principe Azzurro, che da anni si sente pronto per il ruolo di regnante, manco fosse la prima donna di un tg serale, raccolti un po' di eroi cattivi, si impossessa temporaneamente del potere a Far far away. Facendo schiave le donne del regno. Che non staranno a guardare. Intanto l'Orco buono come Ulisse, dopo un po' di peregrinazioni, sta per tornare a casa. Porta con se Artie, che riuscirà a pacificare la vicenda con una tirata (necessaria) sul perché liberarsi delle armi e accettarsi per quelli che si è. Tra le new entry la migliore di certo è quella del Mago Merlino, ritiratosi in una casetta nel bosco perché esaurito dopo una vita di magie. Come un hippie che non si risparmia con le sostanze "magiche", non fa altro che parlare di karma, campi magnetici positivi, abbracci distensivi e terapie dell'urlo primitivo. Le voci americane sono sempre quelle di Mike Myers, Eddie Murphy, Cameron Diaz, Banderas, Rupert Everett, la mitica Jiulie Andrews e, nuovo, Justin Timberlake. Ultimo arrivato nell'esatte dei blockbuster (I fantastici 4, Ocean's 13, Transformers, Harry Potter) l'Orco ha fatto buoni incassi negli Usa (ma peggio che il secondo da record) nonostante l'accoglienza tiepida della stampa. Che vede troppa "autoreferenzialità" nello sviluppo della storia. Il vento gira, si sa, e adesso sembra soffiare in poppa al topolino Ratatouille. Uscito il 29 giugno negli States, prodotto da Pixar e Disney, ha tallonato a lungo gli incassi di Transformers e lanciato nel firmamento hollywoodiano (in quella parte di California si parla così) il geniaccio Brad Bird.

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