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Shoot 'em up - Spara o muori
Shoot 'em up - Spara o muoridi Michael Davis
con Cilve Owen, Monica Bellucci
Corriere della sera, 11 aprile 2008
 
Il Messaggero, 11 aprile 2008

Spara più forte, non mi diverto

Mr. Smith spara a Hollywood. Smith (Owen) è un burbero che mangia carote come Bugs' Bunny e spara meglio di 007 e l'Ispettore Callaghan messi insieme. In coppia con una prostituta dal cuore d'oro (Bellucci che si doppia in napoletano con esiti un po' comici) proteggerà un bambino che un politico vuole morto. Nel film sparatutto Shoot 'Em Up scritto e diretto da M. Davis troverete 100 morti, 18 pistole maneggiate dall'eroe, 68 litri di sangue finto, 0 battute divertenti, 1 scena di sesso acrobatica (ma meno sagace di quella di Crank) e 1 sparatoria memorabile ambientata in cielo che rimanda al mitico inizio di Agente 007 - Moonraker . Tante pallottole, mille citazioni (da John Woo ai cartoni di Tex Avery) e molto rumore per quasi nulla. Più prevedibilmente volgarotto che genialmente coatto come l'inarrivabile Crank. E ipocrita quando attacca la vendita delle armi. Vietato ai minori di 14, brusco flop in Usa.

Francesco Alò

 
Il Mattino, 12 aprile 2008

Owen-Bellucci una coppia sull'orlo del pulp

C'è più Tarantino o John Woo in «Shoot 'Em Up - Spara o muori»? Bel quesito per il cinefilo appassionato dell'action movie adrenalinico, che non concede pause. In realtà Michael Davis, quarantaseienne inglese al primo film con budget e cast di serie A, impregna questo plot da noir d'azione dell'ansia di dimostrare la sua abilità tecnica, la sua capacità di mescolare il pulp più violento e spettacolare, il videogame, il fumetto, il western e chi più ne ha più ne metta. Molto funzionali alle iperboliche situazioni, agli eccessivi inseguimenti, a fughe e sparatorie, Clive Owen, il duro dal cuore tenero Smith, Monica Bellucci, la sensuale prostituta Donna Quintano, Paul Giamatti, un killer psicopatico dal look e dal comportamento da uomo della strada. I tre si conoscono quando Smith interviene per proteggere una donna incinta braccata da una banda di uomini armati e, nel prendersi cura del neonato, trova l'aiuto di una donna che lavora in un bordello psichedelico. È già culto la chiacchierata, pirotecnica e ironica scena hard con Smith che durante un amplesso con Donna, senza scomporsi più di tanto tiene a bada la gang del cattivo con eroica disinvoltura.

Alberto Castellano

 
La Repubblica, 11 aprile 2008

"Shoot'em up", Bellucci e Owen
versione videogioco e pallottole

Un film d'azione in senso strettissimo, Shoot'em up, dalla prima sequenza all'ultima. Un giustiziere solitario che si fa chiamare Mr. Smith aiuta una donna incinta a partorire e si ritrova con un bebé in braccio (come Chow Yun-Fat, salvatore di neonati in "Hard Boiled" di John Woo) e un'orda di assassini alle calcagna. Tra un brano hard-rock e l'altro, partecipano al ballo Monica Bellucci, prostituta specializzata in prestazioni feticiste, e un cattivissimo Paul Giamatti.

Le referenze principali sono due: l'omonimo genere di videogiochi, e gli ultimi vent'anni di cinema muscolare, made-in-Usa (Schwarzenegger, Willis), ma soprattutto in Hong Kong (Woo, Tsui Hark). Magari un actioner come Shoot'em Up non è il massimo del cinema possibile; se lo si deve fare, però, meglio farlo così: che si prende in giro ma non prende in giro lo spettatore, offrendogli una corsa in ottovolante supervitaminica e assurda, delirante e grafica, dove le carote diventano armi e l'eroe massacra gli avversari mentre fa l'amore con la Bellucci.

Il cocktail di azione e humour funziona; Clive e Monica giocano col rispettivo "appeal", senza prendersi troppo sul serio. Il che era l'unica cosa da fare.

Roberto Nepoti

 
Corriere della sera, 11 aprile 2008

Owen e Bellucci. Il massimo del pulp

Il massimo del pulp-trash-splatter, un Tarantino senza altra ambizione se non sparare sempre e comunque, rendendo il gesto così assurdo, amorale e casuale da far ridere. Un vagabondo, figura western, che mangia carote e le usa da mitragliatrice, salva il bebè di una donna incinta inseguita dal perfidissimo bravo Paul Giamatti, spara sul cordone ombelicale e porta il fagotto, che ama ninne nanne heavy metal, alla sua prostituta preferita, con mammelle alla spina. Per 80 minuti il trio scappa e spara perfino in aria dal paracadute (aiuto coreografico del Cirque du Soleil), escalation di un nonsense codificato dal bus con la scritta «Dovunque». C'è ritmo, basta staccare ogni spina, siamo nel trionfo del fumetto vivente e del cartoon (Beep Beep-Coyote). Clive Owen è spiritoso anche mentre gli stortano le dita, peccato solo che nessuno abbia avvertito la Bellucci che non si tratta di un dramma verista.

Voto: 6,5

Maurizio Porro

© Sipario 2011