Testata

home rivista recensioni comunicati i fatti cyclopedia spazio regioni commedia dell'arte biblioteca teatro danza contatti
novità video sostenitori interviste link archivio primo piano cartelloni testi lavoro cerca blog


 

 
  recensioni online        
             
  cinema concerti danza lirica prosa storiche
             
             
  prosa          
             
 
             
             
  ricerca per locandina
  A | B | C | D | E | F | G | H | I | J | K | L | M | N | O | P | Q | R | S | T | U | V | W | X | Y | Z | 0-9
  ricerca per titolo      
             
             
   
 

Shakespeare – The man from StratfordShakespeare – The man from Stratford

Una commedia di Jonathan Bats
Scene Jeremy Herbert
Luci David Howe
Disegno luci originale Mike Gunning
Costumi Amy Roberts
Musica e suono Ben & Max Ringham
Regia Tom Cairns
Con Simon Callow
Produzione Howard Panter for Ambassador Theatre Group ad Assembly Theatre with Marshall Cordell and Act Productions
Traduzione per la commedia di Jonathan Bate
per i sopratitoli italiani Andrea Selleri
Prima italiana: Trieste, Politeama Rossetti 6 ottobre 2010

   
 
www.Sipario.it, 28 ottobre 2010

“All the world’s a stage and all the men and women merely players”… La parola shakespeariana, nella sua veste inglese originaria, sola sul palcoscenico ad inverare verità universali. Ma anche a tracciare una verisimile e vivace biografia dello stesso leggendario drammaturgo. È questo l’intento dello spettacolo “Shakespeare. The Man from Stratford” (regia di Tom Cairns), andato in scena a Trieste come assoluta novità in Italia e interpretato da un attore britannico di carisma internazionale come Simon Callow. La star cinematografica di Amadeus, Camera con vista, Shakespeare in love, Quattro matrimoni e un funerale, Il fantasma dell’Opera, Christmas Carol…, molto applaudita anche dalle platee inglesi per le sue performance teatrali, ha collaborato per questa produzione con Jonathan Bate, uno dei più grandi studiosi del bardo, per ricostruirne la vita privata – vista la scarsità di notizie da altre fonti – ispirandosi alle sue famosissime opere. A cominciare proprio dal monologo sulle “sette età” dell’uomo contenuto in As you ike it per ipotizzare plausibilmente come son state quelle del genio teatrale inglese: dall’infanzia nell’età elisabettiana trascorsa nella medievale contea del Warwickshire fino alla morte e alla sepoltura senza clamori a cinquantadue anni, ormai da nonno felice di una nipotina.
Callow, con voce corposa e suadente, passa continuamente dal ruolo di narratore arguto a quello di personaggio shakespeariano (ne propone ben più di quaranta durante la serata!), tra aneddoti, ritratti, memorie, sonetti. Emerge dalla semplice scena scura che l’inghiotte (corredata dalla proiezione dei sopratitoli) con una vocalità agile, modulando intonazione, ritmo e registro in un continuum d’effetto. Piace soprattutto quella sua affabulazione diretta, fisica, senza infingimenti, e quel suo sguardo lucido sulla storia di un’epoca in cui il teatro e l’invenzione spettacolare diventarono il fulcro della realtà.

Elena Pousché

     
 
© Sipario 2011