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Seta
Setadi François Girard
con Michael Pitt, Keira Knightley
(Usa/Italia/Giappone 2007)
 
L'Unità, 31 ottobre 2007

Si viaggia molto tra paesaggi da cartolina senza veramente sentirsi mai per strada in Silk, passato nella sezione Premiere della Festa di Roma. Forse per questo non suscitato entusiasmi pari all'attesa questa produzione Canada, Giappone e Italia (Fandango), messa in piedi per trasporre "Seta" di Alessandro Baricco. Che tra l'altro viene ripubblicato dalla Fandango libri ed era già uscito all'epoca in molte parti del mondo. La storia, arcinota, si svolge in un paesino della Francia, a metà Ottocento: Hèrvé Joncour (Michael Pitt) lascia perdere la carriera militare e sposa "al primo sguardo" Hèlène (Keira Knightley). Poi si fa mandare in Giappone dall'imprenditore del posto (Alfred Molina) che ha fiutato l'affare delle filande. Deve acquistare uova di baco da seta sane perché in Europa c'è un'epidemia che minaccia la produzione. Nel paese del Sol Levante Hèrvé resterà folgorato da una misteriosa donna giapponese (Sei Ashina).

Francois Girard, maestro di calligrafismi, crea una bombiera che magari piacerà abbastanza alla "seconda generazione" di lettori di Baricco. Ma l'idea di espandere fino a due ore le poche pagine del libro (che erano tutte costruite per sottrazione in un equilibrio di parole) secondo noi ha creato un prodotto freddo. Dal libro si ricava solo uno scheletro di legno e pannelli di carta, come una casa giapponese. Il film invece sembra un solido casolare della campagna francese tenuto bene per i turisti. Poi manca calore tra Pitt e una Knightley pochissimo reattiva. Tanto che il fatto di sembrare poco credibili come coppia ottocentesca è anche trascurabile, lui al solito col faccino da ragazzo hipe (che però non si droga), lei con l'espressione di quella che vorrebbe tagliare la corda. Spenta la storia d'amore, quindi, il resto è un riempitivo che non aggiunge nulla se immagini ad immagini. Bassissima densità di dialoghi. Cammeo di Procacci che da ambasciatore firma un contratto con il Giappone.

Pasquale Colizzi

 
Corriere della Sera, 26 ottobre 2007
Senza le pagine di Baricco attori mediocri e silenzi inutili

Ispirato al vendutissimo romanzo di Alessandro Baricco, il film multinazionale e multisentimentale di François Girard, a nove anni dal Violino rosso, cerca inutilmente di tradurre in immagini la leggerezza barocca di quel tipo di scrittura. E ovviamente non riesce. Priva di quell'armonica connotazione linguistica, la storia, pur nello splendore delle cartoline illustrate spedite dalla fotografia nello sforzo ricattatorio delle musiche di Sakamoto, illanguidisce e impallidisce. Nel romanzo d'amore ottocentesco col viaggiatore (il dreamer qui addormentato Michael Pitt) che va a cercare i bachi da seta in Giappone ma trova l'immagine d'uno sfuggente, vagheggiato amore che gli farà tradire, finché non appare una misteriosa lettera, la buona moglie in fiduciosa attesa in Francia (Keira Knightley). Ma tutto, l'ansia del viaggio e la febbre d'amore, rimane solo in superficie, con paesaggi magnifici, ma attori mediocri e inutili silenzi.
VOTO: 4/5

Maurizio Porro

 
Il Giornale, 26 ottobre 2007

Quei commerci esotici di "Seta" deprimono Knightley e il pubblico

Dopo la noia musical-transatlantica de La leggenda del pianista sull'oceano di Giuseppe Tornatore, ecco la noia estetizzante-transcontinentale di Seta, coproduzione diretta dal canadese François Girard. Per le opere di Alessandro Baricco - se ne conclude - il cinema non è lo sbocco migliore. Oppure la loro pretenziosità va separata da sceneggiatori e registi che l'amplifichino, come se fossero convinti di quello che fanno.
Presentato alla Festa di Roma nei giorni scorsi, Seta racconta d'un borghese francese (Michael Pitt), che va tre volte in Giappone per importare bachi da seta per conto di un'industriale tessile (Alfredo Molina). Lo fa prima in treno, a cavallo e a piedi, perché siamo prima dell'apertura del canale di Suez. Ogni volta, dunque, un anno di viaggio. La seconda volta il giovanotto s'innamora non d'un baco, ma di una cinese. Intanto la moglie fedele e sterile (Keira Knightley) capisce, patisce, deperisce. Idem lo spettatore.
Si noti che la vicenda, ambientata fra 1861 e 1875, è raccontata con tanti dettagli che rimandano alla buona conoscenza della pittura del tempo. Ma si conclude lasciando trasparire, dalla seta, la modesta conoscenza della storia del tempo: non c'è alcun cenno alla catastrofe francese nella guerra contro la Prussia del 1870-71.

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