Testata

home rivista recensioni comunicati i fatti cyclopedia spazio regioni commedia dell'arte biblioteca teatro danza contatti
novità video sostenitori interviste link archivio primo piano cartelloni testi lavoro cerca blog


 

 
  recensioni online        
             
  cinema concerti danza lirica prosa storiche
             
             
  danza          
             
 
             
             
  ricerca per titolo
  A | B | C | D | E | F | G | H | I | J | K | L | M | N | O | P | Q | R | S | T | U | V | W | X | Y | Z | 0-9
         
             
             
   
 

Serata PetitSerata Petit

Corpo di Ballo del Teatro alla Scala

balletti di Roland Petit
ripresa coreografica di: Luigi Bonino e Jean Philippe Halnaut
Étoile Roberto Bolle
Artista ospite: Polina Semionova
Orchestra del Teatro Regio di Parma
Direttore: David Garforth

L'Arlésienne
basato sull'opera letteraria e teatrale di Alphonse Daudet
musica: Georges Bizet
scene: René Allio
costumi: Christine Laurent
uci Jean-Michel Désiré
Nuova produzione del Teatro alla Scala
Prima rappresentazione per il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala

Le Jeune homme et la Mort
Libretto Jean Cocteau
Musica Johann Sebastian Bach
Orchestrazione di Ottorino Respighi
Scene Georges Wakhévitch
Costumi Karinska
Luci Jean-Michel Désiré
Allestimento del Teatro alla Scala

Carmen
Tratto dal racconto di Prosper Mérimée
Musica Georges Bizet
Scene e costumi Antoni Clavé
Luci Jean-Michel Désiré
Allestimento del Teatro alla Scala
ParmaDanza 2008
Parma, Teatro Regio, 29 e 30 maggio 2008

   
 
Avvenire, 31 maggio 2008

Parmadanza, Petit incorona Bolle e la Scala

Serata d'eccezione al Regio di Parma. È il Corpo di Ballo della Scala con i suoi prestigiosi ballerini e due étoiles di lusso, Roberto Bolle e la russa e talentuosa Polina Semionova, sbocciata al Bolscioi, che chiude il Festival di danza. Si festeggia un mito della danza moderna: Roland Petit, il più estroverso dei coreografi del nostro tempo. Una carriera fatta di titoli importanti, all'Italia e soprattutto alla Scala unito da un lungo filo rosso. Lo si omaggia con un trittico che anella fra loro tre storie di passione e di morte. Nate tutte e tre dalla penna di tre grandi scrittori d'Oltralpe: Mérimèe, Daudet e Cocteau. A settembre lo spettacolo arriverà a Milano. Si apre con L'Arlesienne. Musica di Bizet, storia di un giovane pronto alle nozze ma stregato da una passione proibita al punto di impazzire e uccidersi. Un balletto veloce, geometrico; attorno alla coppia protagonista due gruppi di uomini e donne a dare l'idea dell'assolata Provenza descritta da Daudet con l'immagine in sipario del "Campo di grano" di Van Gogh. Bolle ne è l'interprete straordinario. L'infelice Vivette la fidanzata è la brava e graziosa Marta Romagna. Il corpo di ballo accompagna con necessario slancio. Ma è Bolle che cattura l'attenzione rivelando una vera maturità espressiva. A regalare un Frèderi carico di malinconia che superbamente danza perduto nel suo sogno perduto. Per lui un'ovazione finale.
Al centro della serata Le jeune homme et la mort un lavoro storico che si vede sempre con rinnovata emozione, anche se il tempo ha lasciato qualche ruga su di esso. È il balletto suggerito da Cocteau e che segnò (anno 1946) la folgorante carriera di Petit. Un Petit in vena di espressionismo esistenzialista e che si snoda sulla splendida, Passacaglia di Bach. Difficile da interpretare e al quale con sforzo generoso si applicano il giovane Mick Zeni e ancora l'altera Romagna.
Si chiude con Carmen, dei tre lavori il più famoso e che non ha perso per nulla la sua forza anche se le scene e i costumi di Clavè ci appaiono oggi un po' fanè. Ancora la musica di Bizet. E ancora una storia tragica d'amore che il coreografo affronta in maniera esplicita e diretta. Con un'azione rapida che si snoda in cinque esenziali quadri con uno stile omogeneo che trapassa senza forzature dal realistico alla danse d'école, volutamente scartate tutte le digressioni troppo pittoresche o spagnoleggianti. Tutto a stringersi intorno alle due figure centrali, la focosa gitana e l'aitante Don Josè, per dare il massimo rilievo alla loro passione ma anche al loro amore impossibile. E qui sulla scena è la filiforme Polina Semionova, gambe d'acciaio e braccia liquide come onde, che nel ruolo del titolo sfoggia qualità straordinaria. Seduttiva, provocante quanto basta per essere una Carmen capace di mettere alle corde un Don Josè che Bolle (la sua prima volta) disegna con finezza e fierezza. Intenso, virtuoso e drammatico. Per i due arrivano applausi infiniti. Anche da parte di Zizi Jeanmaire, icona sempre venerata, presente in sala a onorare il suo ineffabile marito.

Domenico Rigotti

     
 
© Sipario 2011