Scene da un mondo che va in frantumi
Alla sua seconda prova da regista
- dopo l'originale allestimento degli Insulti al pubblico di Handke -
Tiziano Panici apre la stagione dell'Argot con Scene dal nuovo mondo,
dell'autore e attore armeno-americano Eric Bogosian (fino al 21). Scelta
insolita, affidata a un gruppo di giovani attori (Anna Dalton, Daniele
Monterosi, Domenico Diele, Francesco Montagna e Simone Francia), trattata
forse con qualche approssimazione ma anche con inventiva e pochissimi
mezzi.
Il nuovo mondo è quello che scopri ogni mattina, sempre diverso,
sempre peggiore. Si sedimentano i caratteri delle figure che lo popolano
a furia di nevrosi via via più riconoscibili, persistenti, intollerabili.
Quello di Bogosian è il mondo della società americana ma,
davvero, è il solito, vecchio mondo che va in frantumi.
La scena metropolitana con la prostituta fatalista, l'ubriaco filosofo,
i due teppisti prepotenti allo spasimo osservati dall'"uomo perbene" che
non riesce più a distinguere quello che vede al cinema da quello
che gli capita sotto il naso, è una scena nota. Il produttore
isterico che usa il suo presunto carisma per trattar male la star di
turno e usare chi si vende per comparire in tv, è una scena già vista.
L'accolita di snob nel ritrovo più chic a discutere dell'argomento
più inconsistente del momento sorseggiando la bevanda più in, è una
scena già vista. Ma non sappiamo più "dove" l'abbiamo
vista. Era in quel film spaccone o nei corridoi di un ufficio qualsiasi?
Ecco, la trasformazione dell'attore in maschera non aiuta a sciogliere
l'arcano.
Paola Polidoro