Catene e trapani da antologia horror
Alla terza puntata, l'impresa dell'enigmista
agonizzante per tumore al cervello non può che moltiplicare l'orrore, il sangue, l'atrocità.
Saw 3 di Darren Lynn Bousman è un'antologia raccapricciante, in
particolare perché segue minuziosamente una trapanazione del cranio
(allo scopo di alleggerire la pressione sul cervello) che agli spettatori
può capitare, mentre è più raro ritrovarsi appesi
con catene in un sotterraneo.
L'enigmista sta morendo, nel lavoro pratico lo sostituisce la sua discepola.
All'inizio le immagini evocano le prime due puntate della storia dell'uomo
che punisce con giochi sadici e letali chi disprezza il valore sacro
della vita. Se ne vedono d'ogni genere. Catene, sangue, visceri sparsi
per terra, mani spellate e scarnificate, uno prigioniero di una cassa
di legno sospesa in aria, un magistrato quasi annegato negli escrementi
di maiale, un nero incarcerato da una macchina torcibudella, numerosi
morti.
Più monotono che emozionante, nel suo genere il film può andare,
nonostante il frequente ricorso alla semiscurità o all'oscurità che
fanno molto risparmiare; nonostante il brutto carattere dell'enigmista,
talmente pomposo e presuntuoso che quando muore è un bel sollievo,
anche al pensiero che non ci saranno Saw 4 o 5. Forse.
Lietta Tornabuoni