|
|
| |
| |
| ricerca per titolo |
| A | B | C | D | E | F | G | H | I | J | K | L | M | N | O | P | Q | R | S | T | U | V | W | X | Y | Z | 0-9 |
| |
|
| * Per leggere
la trama clicca sulla Locandina |
Sacro e profano
di Madonna
con Eugene Hutz, Holly Weston, Richard E. Grant. (Inghilterra, 2008)
|
| |
Il Manifesto, 12 giugno 2009
Ak, Holly e Juliette, vivere «underground»
C'è un po' di sacro e profano nell'esistenza di ognuno anzi le due condizioni sono i lati di una stessa medaglia. Parola di Ak, musicista molto sotterraneo che aspettando la rivelazione distribuisce demo delle sue canzoni in giro e guadagna affitto, sigarette e i soldi per le prove del gruppo soddisfando le fantasie sadomaso (a dire il vero più maso) di uomini dall'aspetto irreprensibile. Bravi padri di famiglia, manager e quant'altro che adorano farsi frustare, interpretare il cavallo con Ak che è un furioso cavaliere, essere umiliati o giocare alla scuola, uno dei pezzi forti, dove Ak è il maestro armato di frustino, e si fa aiutare dalle due conquiline in miniskirt da liceali e cravattino scozzese. Una si chiama Holly (Holly Weston), studia danza classica con un maestro isterico e non ha un soldo. L'altra è Juliette, fugge da un padre simile ai clienti di Ak che però soddisfava i suoi vizi da buon padre borghese sulle figlie, lavora in una farmacia indiana ma vorrebbe andare in Africa a aiutare i bambini affamati. Poi c'è il Professor Flynn (Richard E. Grant), che abita al piano di sotto, è uno scrittore, ha smesso di scrivere quando ha perduto la vista, da allora è incattivito col mondo e non esce più di casa. Ama Ak che gli fa la spesa e gli «ruba» le poesie per metterci su la sua musica gitana arrabbiata. E c'è Sardeep ( Inder Manocha), il proprietario della farmacia che ama Juliette e non ce la fa più a sopportare la famigliona indiana, i molti figli e la moglie che gli urla sempre addosso...
Filth and Wisdom, Sacro e profano appunto, arriva sugli schermi estivi nostrani dopo la presentazione al festival di Berlino, due anni fa, dove venne accolto con delirio mettendo la Berlinale nel caos. Regista del film è infatti Madonna, la star planetaria che però qui decide di rimanere dietro alla macchina da presa non mostrandosi nemmeno per un secondo, come il vezzo di tanti registi vuole. E anzi per questo suo esordio sceglie uno stile indipendente, quasi low budget, di sensibilità delicata, set e passioni molto underground. Pure se in questa scena londinese di musica, sentimento spericolato e irriverenza giovane c'è molto delle sue storie di artista, a cominciare dalla Cercasi Susan disperatamente di Susan Seidelman, la ragazzina coi pizzi e le calze a rete, stessa fantasia sognante e irriverente di un' energia spensierata, di avventure da ragazzi e storie improbabili.
Eugene Hutz, il protagonista Ak, è il cantante «mitraglietta» dei Gogol Bordello (è stato Alex in Ogni cosa è illuminata), gruppo punk-gitano di tendenza che fa la stessa musica del film, ma realtà dell'autobiografia e scrittura della finzione anche con lui scivolano spesso l'uno nell'altro. Emigrante come Ak solo che negli Stati uniti, dove Hutz arriva da Kiev, abbandonata dopo la catastrofe di Chernobyl quando lui è ancora ragazzino, e dopo sette anni nei campi profughi, storie dolorose e dure che popolano le sue canzoni.
Si ride molto nel film di Madonna, ci sono momenti di tenerezza, buffi e ironici, ma anche di malinconia. In fondo questi personaggi che cercano di vivere come possono, inventandosi mezzi di sopravvivenza non sempre felici, se la portano dentro la tristezza, da un passato vicino e a volte pesante. Holly, coi suoi vestitini a fiori e i golfini rosa da danzatrice, finisce in un locale di lap dance, lei che studia sulle punte col pianoforte, si sente umiliata perché non funziona al palo. Però quando si scatena col gonnellino da studentessa fa il pienone. E mica è felice Ak di dispensare frustate sul culo di quei maschi tristi, in più è pazzo di Holly ma si limita a guardarla mentre dorme. E Juliette coi suoi fantasmi paterni e la sorella tutta vestita di nero che ogni tanto prova a cercarla.
Cristina Piccino
Sacro e profano come le canzoni di Ak, e come le sue lezioni sulla vita di cinismo solo apparente. La scommessa del film sta in questa sua misura, nel gioco bello, spudorato e romantico, di questi ventenni. E di una regista che non ha bisogno di sé, dei grandi apparati spettacolari per farlo funzionare prendendosi il gusto, lei pure, di una scanzonata libertà.
|
| |
Il Messaggero, 12 giugno 2009
Madonna, che regista c’è stasera!
Se un film d’autore somiglia al suo regista, l’esordio di Maria-Louise Ciccone è un film d’autore. Se essere “autore” cinematografico significa anche avere uno sguardo, un mondo, o almeno un’angolazione propria e mai vista, allora Madonna è tutto meno che un’autrice. Però questo Sacro e profano (in originale Filth and Wisdom, sozzura e saggezza), con tutte le imperfezioni, le ingenuità, le insistenze del film fatto per imparare, ha un tono, una freschezza, un senso dei personaggi e soprattutto una mancanza di presunzione abbastanza sorprendenti per una debuttante di questa levatura.
«Le persone si dividono in due categorie: quelle che cercano a tutti i costi di fare il bene e quelle che cercano a tutti i costi di fare il Male. Alla fine però non c’è questa differenza». Guidato da questo apparente paradosso (in fondo è il vecchio “le vie dell’inferno sono lastricate di buone intenzioni”), il carismatico Eugene Hutz affronta la sua lotta quotidiana nel sottobosco dello showbiz londinese con uno humour e una disponibilità degne delle sue canzoni da leader del gruppo gipsy-punk Gogol Bordello (sua la trascinante colonna sonora del memorabile Ogni cosa è illuminata, di cui era anche co-protagonista). Poco importa dunque se per pagarsi i concerti deve fare da escort a clienti sadomaso. Anzi, in fondo attraverso quel lavoro esorcizza anche i ricordi terribili della sua infanzia in Ucraina (una delle molte piste che il film lascia a metà).
E poi, chi non fa compromessi? La bellissima Holly, corpo scultoreo e volto da Mary Poppins, è una ballerina classica costretta a esibirsi in legnose lap dance (in scene sexy e comiche insieme, e questo non è da tutti). La farmacista Vicky sogna di fare la volontaria in Africa (e fa di tutto per far cadere le offerte dei clienti nel barattolo africano, irritando molto il farmacista capo Sardeep, indiano, che ne ha uno per i bambini del suo paese...). E naturalmente ognuno ama la persona sbagliata in un inevitabile girotondo di incontri mancati. Un regista più esperto avrebbe reso il tutto con ben altra eleganza (la cinepresa di Madonna vola solo nelle scene danzate), però qui l’ironia del tono si accorda bene alla disinvoltura del film-scommessa, girato con pochi soldi e molte idee, non necessariamente ben assortite. Difficile immaginare che preluda a una carriera futura. Ma anche così Sacro e profano ha una sua coerenza e, più inaspettatamente, una sua simpatia.
Fabio Ferzetti
|
| |
L'Espresso, 5 giugno 2009
La prima volta di Madonna
Il primo film diretto e co-sceneggiato da Madonna "Filth & Wisdom" è un'antologia di ciò che l'autrice ama di più: travestimenti, rock,sadismi e allegre follie. Una pellicola ironica e tutt'altro che banale
Madonna
Il titolo del primo e forse non unico film inglese diretto e co-sceneggiato (non interpretato) da Madonna sarebbe 'Sporcizia e saggezza', ma pazienza. Il protagonista è un musicista ucraino emigrato a Londra, capo della band Gogol Bordello e prostituto per maschi masochisti (li picchia con il massimo empito, spesso portando in testa un colbacco o un bicorno da torero).
Il film brillante, ironico, molto divertente nella propria eccentricità, è un'antologia di tutto quanto l'autrice ama: travestimenti, rock, disobbedienza, lesbiche, sadismi senza brutte conseguenze, follie allegre, avventure.
Si poteva temere che fosse antiquato, piuttosto anni Ottanta: invece no, anche nell'idea consueta dello spettacolo come specchio o metafora del mondo ha un tocco molto contemporaneo. Neppure una battuta o un atteggiamento distinguono l'universo umano in pessimisti e ottimisti: Madonna racconta i suoi personaggi come sono e come possono essere, prendendoli in giro con affetto, divertendo gli spettatori, sperando nel meglio. Non ci sono moralisti né catastrofisti, al massimo pasticcioni: e, per quanto bizzarri, paiono i coristi di un inno alla sopravvivenza.
Questa positività fuori del comune più del catastrofismo nasconde un'idea insolita: l'eccentricità, la bizzarria, sono più vitali e intelligenti di altre pulsioni, eliminano il tedio o la monotonia esistenziali, spingono all'ardire e al coraggio. 'Filth & Wisdom' cancella del tutto l'ordine stabilito, senza suggerire la demenza ma azzerando le regole borghesi e aspirando esclusivamente a divertirsi: e Madonna, che come autore del film sembra ventenne anziché cinquantenne, ha una mente molto raffinata.
Lietta Tornabuoni
|
| |
La Stampa, 12 giugno 2009
L'inno di Madonna?
Un'allegra follia
Primo film inglese diretto, co-sceneggiato, prodotto da Madonna, Sacro e profano è molto divertente, brillante, spiritoso e rispecchia bene il caos del mondo.
I protagonisti sono quattro: il musicista ucraino emigrato a Londra, solista della band Gogol Bordello e prostituto per maschi masochisti; il poeta che ha perduto la vita; la ragazza che sogna d’andare in Africa ad assistere i bambini, e intanto ruba creme o medicinali nella farmacia in cui lavora; la ballerina classica che per mangiare fa lap-dance in un locale e se ne vergogna.
C’è poi quanto l’autrice ha sempre amato: disobbedienze, rock, travestimenti, lesbiche, sadismi senza brutte conseguenze, battute. Un inno alla sopravvivenza senza moralismi, una piacevole aria di allegra follìa.
Lietta Tornabuoni
|
|