Sipario

home rivista recensioni comunicati i fatti cyclopedia spazio regioni commedia dell'arte biblioteca teatro danza contatti
novità video sostenitori interviste link archivio primo piano cartelloni testi lavoro cerca blog



 
  recensioni online        
             
  cinema concerti danza lirica prosa storiche
             
             
cinema
 
 
 
ricerca per titolo
A | B | C | D | E | F | G | H | I | J | K | L | M | N | O | P | Q | R | S | T | U | V | W | X | Y | Z | 0-9
   
* Per leggere la trama clicca sulla Locandina
Rovine
Rovinedi Carter Smith
con Jena Malone, Jonathan Tucker, Laura Ramsay, Shawn Ashmore
 
Il Mattino, 28 giugno 2008

La civiltà Maya tra horror e riti macabri

Il cinema australiano in genere si segnala per un approccio particolare e denso di atmosfere significanti alle tipologie e ai modelli convenzionali, ma nel caso di «Rovine» il regista Carter Smith e lo sceneggiatore Scott B. Smith, autore dell'omonimo bestseller dal quale è tratto, si sono adeguati alle dinamiche e ai meccanismi dell'horror giovanile tradizionale. La rilassante vacanza in Messico di due coppie americane di amici si trasforma in un incubo dal quale non escono se non al prezzo di un tributo di sangue. Quando Jeff, Amy, Stacy ed Eric si avventurano nello Yucatan per visitare alcune rovine Maya e siti archeologici inesplorati, fanno amicizia con un giovane turista tedesco che sta cercando il fratello misteriosamente scomparso nella giungla. Da questo momento la curiosità storica e culturale lascia gradualmente il posto alla sconcertante scoperta di ciò che di terribile si annida tra le rovine: misteriosi sacrifici umani e pericolose piante carnivore. Gli imprevisti eventi che i quattro si trovano ad affrontare innescano una violenta lotta per la sopravvivenza, una famelica trasformazione degli amici in rivali e macabri rituali di sangue. Il film si mantiene sui collaudati binari dell'horror americano seriale, ma dagli australiani era lecito attendersi qualche stravolgimento concettuale e rilettura innovativa del genere.

Alberto Castellano

 
Il Messaggero, 27 giugno 2008

Che bravi attori, facciomoli a pezzi

Ancora giovani americani in giro per il mondo a farsi ammazzare. Dopo Hostel e Turistas, arriva Rovine di Carter Smith e la faccenda si fa più frizzante. Quattro studenti fanno una deviazione in Messico per ficcare il naso tra i resti in mezzo alla giungla della civiltà maya. Il ritrovamento di una mappa del tesoro non fa che peggiorare la situazione: l'odore della ricchezza stimola gli istinti più bassi. Bisognerà, letteralmente, fare qualche sacrificio per ottenerla. Quando il "torture horror" alla Hostel e Saw sembrava in fase calante, Rovine riporta in auge lo smembramento fisico come una delle belle arti. Breve, terrorizzante e soprendentemente ben recitato, il filmetto sagace è l'ennesima lezione sul fatto che si può fare cinema politico dentro il genere considerato più superficiale come l'horror. "Quattro americani non possono sparire così!" urla uno del gruppetto stravolto. Lontano da casa, negli ultimi anni, ne sono spariti molti di più. Il regista Carter Smith si era fatto notare vincendo un premio al Sundance con l'acclamato corto Bugcrush. Il direttore della fotografia Darius Khondji aggiunge alla pellicola dei toni cromatici acidi che rendono l'esperienza ancora più caotica e delirante.

Francesco Alò

© Sipario 2011