Che bravi attori, facciomoli a pezzi
Ancora giovani americani
in giro per il mondo a farsi ammazzare. Dopo Hostel e Turistas,
arriva Rovine di Carter Smith e la faccenda si fa più frizzante.
Quattro studenti fanno una deviazione in Messico per ficcare
il naso tra i resti in mezzo alla giungla della civiltà maya.
Il ritrovamento di una mappa del tesoro non fa che peggiorare
la situazione: l'odore della ricchezza stimola gli istinti
più bassi.
Bisognerà, letteralmente, fare qualche sacrificio
per ottenerla. Quando il "torture horror" alla
Hostel e Saw sembrava in fase calante, Rovine riporta in
auge lo smembramento fisico come una delle belle arti. Breve,
terrorizzante e soprendentemente ben recitato, il filmetto
sagace è l'ennesima lezione sul fatto che si può fare
cinema politico dentro il genere considerato più superficiale
come l'horror. "Quattro americani non possono sparire
così!" urla uno del gruppetto stravolto. Lontano
da casa, negli ultimi anni, ne sono spariti molti di più.
Il regista Carter Smith si era fatto notare vincendo un premio
al Sundance con l'acclamato corto Bugcrush. Il direttore
della fotografia Darius Khondji aggiunge alla pellicola dei
toni cromatici acidi che rendono l'esperienza ancora più caotica
e delirante.
Francesco Alò