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Ritorno a Brideshead
Ritorno a Bridesheaddi Julian Jarrod
con Matthew Goode, Hayley Atwell, Emma Thompson, Michael Gambon
 
La Stampa, 26 giugno 2009

Aristocratici inglesi
così cinici e buoni

La nobile semplicità dell’aristocrazia inglese di campagna nel 1923, l’osservanza religiosa implacabile della minoranza cattolica; il fascino di due giovani eleganti, cinici e buoni, fratello e sorella; le pene dell’amore contrastato. Ewelyn Waugh, magnifico scrittore inglese morto nel 1966, pubblicò Ritorno a Brideshead nel 1945, una volta tornato a casa dopo sei anni di guerra in Marina; nel 1981 ne venne tratta una bellissima versione televisiva con John Gielgud, Laurence Olivier, Jeremy Irons; questa versione cinematografica, non particolarmente appassionante, l’anno scorso fu il film inaugurale al festival di Locarno. Il romanzo è così bello, intelligente, divertente, da conservare comunque la sua forza e tutte le sue interessanti particolarità.

Lietta Tornabuoni

 
L'Espresso, 25 giugno 2009

Semplicità e nobiltà

La ricchezza aristocratica inglese è la più affascinante d'Europa, mai toccata dalla volgarità, pacata e calma, appassionata allo sport, alla natura, agli animali (cavalli, cani), con una sfumatura di semplicità borghese che non ne inquina la nobiltà, proprietaria di bellissime barche, priva di ostentazione. Il penultimo a essere caduto nella trappola è stato Woody Allen nel 'Match Point', girato a Londra: magioni, prati verdi, camerieri riservati, serene feste famigliari, tennis, esagerazioni della generazione giovane. L'ultimo è questo 'Ritorno a Brideshead' tratto dal romanzo di Evelyn Waughn (pubblicato in Italia da Bompiani), preceduto nel 1981 da una versione tv ammirevole interpretata da John Gielgud, Laurence Olivier, Jeremy Irons.

Waughn, magnifico scrittore inglese morto nel 1966, è narratore perfetto degli inglesi aristocratici ricchi. Pubblicò 'Ritorno a Brideshead' nel 1945, dopo sei anni di guerra in Marina (Africa, Grecia, Jugoslavia) e una svolta narrativo-ideologica: l'affresco sulla nobiltà cattolica di campagna, narrato con un mix di ammirazione nostalgica e spietato sarcasmo, veniva descritto non più soltanto con una scrittura critico-ironica, ma con una scrittura metaforica. Romanzo molto bello, divertente, elegante, distaccato, in parte autobiografico: nel 1923 a Oxford (università frequentata dallo scrittore) il protagonista fa amicizia con un omosessuale figlio di lord e viene invitato nella sontuosa dimora della famiglia dove si innamora della sorella dell'amico; ma i nobili parenti, rigidamente cattolici, si oppongono con tenacia a un matrimonio socialmente squilibrato.

Non si può dire che il film sia bello (il lavoro di semplificazione compiuto dalla sceneggiatura impoverisce la vicenda) né che il cast sia di gran livello (come accade sempre più spesso, ai grandi attori vengono riservati piccoli ruoli spesso trascurabili, mentre i protagonisti sono giovani attori imbarazzati). Eppure il romanzo è così bello, così appassionato, che arriva a non perdere il suo ineliminabile fascino.

Lietta Tornabuoni

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