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Risate al 23esimo pianoRisate al 23esimo piano

di Neil Simon
regia: Claudio Insegno
con Claudio Insegno, Antonio Conte, Sabrina Pellegrino, Federico Perrotta, Renato Sannio, Andrea De Venuti, Veronica Pinelli, Stefania Papirio e Marco Cavallaro
Roma, Teatro Ghione, dal 13 al 25 gennaio 2009

   
 
Il Messaggero, 24 gennaio 2009

"Max Prince Show": Claudio Insegno sulla scia Usa, ma la traduzione non regge

Un gruppo di autori di un programma comico-satirico lavora al 23esimo piano di un grattacielo sulla cinquattasettesima. Qui viene confezionato da anni il Max Prince Show, cui la NBC minaccia di decurtare tempi e denari. A capo della squadra c'è, per l'appunto, Max Prince (Claudio Insegno nella versione nostrana), direttore d'azienda più che artista, isterico e lunatico a livelli decisamente spaventosi per i suoi collaboratori. Ora, il compito di questi disgraziati è prendere spunto dalla cronaca quotidiana per imbastire un'ora e mezza di show con battute, freddure e giochi di parole, compito che certamente a Neil Simon - autore di Risate al 23° piano - dev'essere riuscito più facile che all'adattatore della piéce (lo stesso Insegno), che ha dovuto trasferire il tutto allo humour italiano e agli italiani Anni Cinquanta. Insegno ci prova (lo spettacolo è in scena al Ghione fino a domani) ma il risultato non è esattamente raffinato, anche se strappa parecchie risate alla platea. La volgarità americana è diversa da quella italiana, essendo in un certo senso meno plateale e prevedibile; come diverse sono certe dinamiche lavorative, che da noi diventano macchietta. Imbottito d'alcool e di barbiturici, Max assomma tutti i tic dei protagonisti della commedia all'italiana, schizzando da una parte all'altra del palcoscenico con furore. Va però detto che l'allestimento è curato, e che i tempi comici tra gli attori danno una buona mano alla riuscita di uno spettacolo che probabilmente nella traduzione ha la sua lacuna più evidente.
Il cast: Antonio Conte, Sabrina Pellegrino, Federico Perrotta, Renato Sannio, Andrea De Venuti, Veronica Pinelli, Stefania Papirio e Marco Cavallaro.

Paola Polidoro

     
 
© Sipario 2011