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Riccardo Muti
dirige l'Orchestra di Chicago
musiche: "Patetica" di Cajkovskij, Suite per orchestra
tratta dal balletto "Nobilissima Visione" di Paul Hindemith
- ispirato alla vita di San Francesco d'Assisi - e "Le Poeme
de l'Extase" di Aleksander Skrjabin
Roma, Auditorium della musica, Sala Santa Cecilia, 28 settembre
2007
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Avvenire, 29 settembre 2007
Muti incanta con la Chicago
La fatica, mentale, ma anche fisica, che senti quando nell'aria sida poco spento l'ultimo accordo di violoncelli e contrabbassitanta.la fatica di aver fatto un viaggio, in una quarantina di minuti, negli abissi piprofondi dell'uomo.
Riccardo Mutia pprodato a Verona, nella cornice del teatro Filarmonico, con la Chicago Symphony Orchestra e ha messo sui leggii della prestigiosa formazione americana la Sinfonia n6 in mi minorePatetica di Cajkovskij. Un'esperienza, quella dell'ascolto del Cajkovskij di Muti, che non pulasciarti indifferente. Il direttore legge l'estremo capolavoro del musicista russo come un grande affresco, una sorta di giudizio universale michelangiolesco dove tutto ruota intorno a quel sussurro finale degli archi gravi: a quel punto, se non fosse che il programma annuncia Hindemith e Skrjabin, vorresti che la Patetica di Muti ricominciasse da capo, per riassaporane i mille colori, per rivedere l'uomo alle prese con la gaia spensieratezza della giovente con le riflessioni della maturit, per attingere ancora a quella luce di speranza che il direttore accende anche sulle pagine pidrammatiche. Muti dipinge la partitura assecondato da un'orchestra dal suono lucente con archi compatti, ottoni intonatissimi, legni che fanno danzare le note di Cajkovskij. Qualitche conquistano anche nella Nobilissima visione di Paul Hindemith, ma soprattutto nel Poema
dell'estasi di Aleksandr Skrjabin.Dopo un'estasi che tocca tali tonalite dopo il climax che Skrjabin ha saputo creare, il concerto dovrebbe finire qui. Ma siamo la terra dell'opera edper questo che abbiamo voluto regalarvi un bisha detto Muti prima di lanciarsi nel vortice della Sinfonia da La forza del destino di Verdi, brano al quale il direttore d'orchestra conferisce una bellezza mediterranea, un calore unico che strappa lunghi e ripetuti applausi. Muti e la Chicago Symphony Orchestra ieri sera hanno replicato il medesimo programma a Roma, al Parco della musica, in un concerto dedicato al Fondo per l'ambiente italiano, ultima tappa italiana della tourne europea partita mercoledda Torino in chiusura del festival MiTo e che prosegue ora a Monaco, Parigi e Londra.
Pierachille Dolfini
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Corriere della Sera, 30 settembre 2007
Serata benefica a Roma, Napolitano in platea. Ora un tour europeo
Muti avvince con l' Orchestra di Chicago
L' Orchestra Sinfonica di Chicago è, per tradizione e qualità, una delle prime del mondo. Ha una personalità specifica, un proprio suono e una particolare scuola nella tecnica degli ottoni «sul fiato», come nel canto. I professori sono sottoposti ad austera disciplina: al tempo stesso è bellissimo cogliere il loro orgoglio per l' essere membri di una simile compagine. In questo periodo essa compie una vasta tournée europea guidata da Riccardo Muti: con due differenti programmi si sono esibiti in Italia, passeranno adesso in Germania per approdare a Parigi e Londra. L' ultimo concerto italiano è stato a Roma, all' Auditorium del Parco della Musica, a beneficio di una delle più benemerite istituzioni nostre, il Fondo Italiano per l' Ambiente, il quale ha organizzato la serata con quella cura dei dettagli che gli è propria. La sala era piena di potenti della politica e dell' economia, a cominciare dal presidente della Repubblica, ma il successo non è stato, diciamo, ufficiale, felpato, bensì trionfale. La Symphonie Pathétique di Ciaicovski può giovarsi del timbro specifico dell' orchestra e viene inquadrata da Muti in modo da coniugare la serratezza all' analisi preziosa e razionale, alla delicatezza dei particolari all' incarnazione di un ethos estremo proprio dell' opera. L' accordo che, nel primo movimento, dà inizio allo Sviluppo, risuona apocalittico. Il rilievo delle parti interne è ammirevole e l' evidenza onde sono messi i quattro (magnifici) corni consente di cogliere la struttura antifonale con che l' Autore scrive. Il Valzer scorre aereo con virtuosismi gestuali da parte del Maestro e dolore ripiegato su se stesso nella sezione centrale. Commuove che nella sua ultima opera Ciaicovski porti alla suprema elaborazione sinfonica il mondo del balletto al quale è tanto legato e nel quale lascia capolavori assoluti. Lo Scherzo, per quanto la tecnica dello «staccato» degli archi sia leggerissima, è illuminato violentemente e all' acme assume quel carattere di crudeltà che vi volle vedere Thomas Mann. Nel Finale, che crea una nuova forma sinfonica, gli archi cantano tutt' uno con la corda, i tromboni suonano miracolosamente «piano», le note dei corni con sordina sono sinistre e l' intensità dolorosa supera quella del primo movimento sino al Nulla conclusivo. Osserveremo ancora come caratteristica del maestro Muti sia quella di dare sempre il senso alle parti cosiddette di accompagnamento, restituendo loro l' espressione. Così le «sincopi» dei corni che introducono il tema principale, indi volto in «minore», del cammino verso il Nulla. Dopo la Suite da Nobilissima Visione di Hindemith, con la solennissima Passacaglia delle Stimmate a san Francesco, Il poema dell' estasi di Scriabin, eseguito così rapinosamente da apparire a chi scrive bello e musicalmente fondato come mai gli era parso, coi cupi «recitativi» dei tromboni e il canto della prima tromba lanciata in un cielo, occorre ammetterlo, estatico. Ma da siffatta esecuzione si ricava anche netta la tesi che Scriabin non sia compositore del Moderno bensì un' estrema propaggine, decadente ed esoterica, del mondo classico-romantico.
Paolo Isotta
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