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Questa notte è ancora nostra
Questa notte è ancora nostraregia Luca Miniero, Paolo Genovese
con N. Vaporidis, M. Bruno, I. Spada, V. Izumi, M. Mattioli, F. Califano
 
Corriere della Sera, 21 marzo 2008
Vaporidis becchino in un film senza idee

Il giovane «cassamortaro» romano Vaporidis che sogna una sua band, cerca cinesina per concerto e trova la Izumì (italo-giapponese) destinata a matrimonio coatto per colpa di famiglia e strozzini. Ma non andrà così: ci sono 8 sceneggiatori per non aver un'idea originale. Il film gioca sui «veraci» sapori romaneschi (Mattioli è il papà becchino) fino allo stornello, sul «simpatico» razzismo quotidiano anti-cinesi... Siamo nella scia del cinema under 18 che ha alzato la quota nazionale e abbassato quella internazionale. Genovese e Miniero (Incantesimo napoletano), abbassano le armi di fronte al marketing del giovanilismo volgar omologato in cui ogni scena è piaciona e tonta come uno spot. Unica battuta vera: «Abbiamo raccontato un sacco di cazzate». Per ignote ragioni compare il Floris di Ballarò

Voto: 4

Maurizio Porro

 
La Repubblica, 21 marzo 2008
"Questa notte è ancora nostra"
risate tra Roma e la Cina

Il modello "Notte prima degli esami" non è stato ancora spremuto abbastanza. In Questa notte è ancora nostra è stato sovrapposto a una storia (di Gianfranco Giagni con Li Xiangyang e Chiara Laudani) nata sull'osservazione di un nuovo panorama sociale nelle nostre città, e sulla convinzione che fosse maturo il tempo per raccontare la convivenza con l'arma della commedia. Ma una commedia contenente la temperatura dell'humour nero britannico (tipo "Il caro estinto") e con l'occhio a quanto già esplorato altrove (con "East is East" o il "Grosso grasso matrimonio greco").

L'inserto della premiata coppia scrivente Fausto Brizzi e Marco Martani ancor più che l'affidamento della regia all'altra coppia Luca Miniero e Paolo Genovese, e infine la scelta di Vaporidis come protagonista (e dei bravi comici che gli sono intorno) ha spostato l'asse. Ne deriva che non sono sfruttati in pieno il mestiere di famiglia del protagonista - "cassamortari" si dice a Roma - ma soprattutto i razzismi incrociati tra le due comunità: quella italiano-romana del ragazzo e quella cinese della bella con la quale imbastisce una contrastata love story. Ma piacevolezze e risate non mancano.

Paolo D'Agostini

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