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* Per leggere la trama clicca sulla Locandina
Quello che gli uomini non dicono
Quello che gli uomini non diconoregia: Nicole Garcia
con Vincent Lindon, Jean-Pierre Bacri
 
Il Tempo, 11 aprile 2007
Mistero e ironia negli «uomini» di GarciaIl regista dirige un cast stellare con Lindon, Bacri, Lefebvre, Magimel, Pineau e Valois

di GIAN LUIGI RONDI

UNA cittadina francese sulle rive dell’Atlantico. Alcuni uomini in primo piano, di varia estrazione e un ragazzetto che figurava addirittura nel titolo originale del film. Anche le donne, mogli, amanti, madri, piuttosto di sfondo però il punto di partenza è dato dal ritrovamento tra le dune dello scheletro di un uomo preistorico, con un convegno di paleontologi attorno per studiare. I vari casi, in parallelo o fra loro, ci fanno via via assistere a episodi quasi drammatici, qua e là però anche un po’ buffi. Quello del sindaco della cittadina, ad esempio, che ha una relazione molto segreta con una ragazza del posto, indotto, a un certo momento, a pensare di interromperla perché si avvicinano le elezioni. Quello di un ladruncolo convinto di essere riuscito a organizzare il colpo della sua vita, tranquillo, sicuro, senza rischi, coinvolto presto invece in un omicidio per nulla presente nel suo piano. Poi quello di un uomo sposato, padre del ragazzetto sempre al centro di tutto e che difatti sollecita perché gli protegga una relazione adulterina. Mentre il giovane marito della donna con cui l’altro tradisce la moglie sembra turbato dall’incontro con uno dei paleontologi lì radunati per il convegno cui, in passato, forse, era stato legato da un’amicizia ambigua... Si è scritto e poi rappresentato questo alternarsi di episodi una regista francese, Nicole Garcia, dalla carriera piuttosto discontinua anche se il suo film precedente a questo, "L’avversario" dei meriti li aveva. Qui, dato quel via vai di personaggi, ha privilegiato una cifra corale evitando di far prevalere un personaggio sull’altro ed anzi ingegnandosi a tener sempre le singole storie in equilibrio fra loro. I toni, in genere, sono abbastanza sospesi, fino, in alcuni casi, a tenersi quasi all’implicito e all’alluso, confermati da una serie di finali che, pur qualcuno in chiavi liete, tendono piuttosto a farsi intuire "aperti", perché lo spettatore scelga le conclusioni di cui più si sente convinto. È un merito ma, in alcune svolte della trama, rischia anche di essere un demerito perché non tutto risulta sempre chiaro e per questo o quel personaggio si finisce per non afferrare fino in fondo né i contorni né le motivazioni. Riscattano comunque in parte questi demeriti degli interpreti tutti molto attenti a disegnare, anche con finezza, i rispettivi caratteri. Jean-Pierre Bacri è il sindaco, con risvolti umoristici, Vincent Lindon, il padre che chiede al figlio di proteggere il suo adulterio, finendone però smascherato, Benoît Magimel, il marito tradito ma con un certo mistero di sfondo. Lo si ricorderà, con Chabrol, nella "Damigella d’onore".

 
La Repubblica, 13 aprile 2007
Nella pellicola di Nicole Garcia personaggi infantili, bugiardi e traditori
"Quello che gli uomini non dicono"

un film sulle debolezze maschiliI bambini ci guardano, ora e sempre: Charlie, ad esempio, osserva suo padre Serge, che tradisce la compagna con la moglie di Pierre. In una cittadina francese sulle rive dell'Atlantico facciamo conoscenza con altri esemplari maschili, sorpresi in comportamenti che sarebbe difficile definire edificanti. Attrice e regista di lungo corso, Nicole Garcia non sembra avere una grande stima del sesso maschile, e già lo dimostrava ampiamente il suo "L'avversario", altro film (come questo) presentato a Cannes. Più che accanirsi contro gli uomini, però, ne rivela le debolezze, l'incapacità di affrontare il proprio destino, l'inclinazione a mentire e a tradire.
Anche sceneggiatrice di Quello che gli uomini non dicono (il titolo originale era "Selon Charlie", "secondo Charlie", a significare il punto di vista del bambino ancora incontaminato dal grigiore dell'età adulta), Garcia ha tagliato una ventina di minuti dopo la fredda accoglienza ricevuta al Festival. E' vero che il suo film sconta la voglia di dire troppe cose, mettendo in scena un eccesso di personaggi dai destini incrociati senza riuscire a dare a ciascuno lo sviluppo adeguato; né basta a rendere omogenea la materia il ricorso alla metafora pessimistica del boomerang, che si rivolta contro chi lo lancia.
Sospendendo le pretese di compattezza narrativa, tuttavia, si possono apprezzare alcuni meriti, a cominciare dalle interpretazioni del sempre più bravo Jean-Pierre Bacri e del ruvido Vincent Lindon.

di Roberto Nepoti

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