Sipario

home rivista recensioni comunicati i fatti cyclopedia spazio regioni commedia dell'arte biblioteca teatro danza contatti
novità video sostenitori interviste link archivio primo piano cartelloni testi lavoro cerca blog



 
  recensioni online        
             
  cinema concerti danza lirica prosa storiche
             
             
cinema
 
 
 
ricerca per titolo
A | B | C | D | E | F | G | H | I | J | K | L | M | N | O | P | Q | R | S | T | U | V | W | X | Y | Z | 0-9
   
* Per leggere la trama clicca sulla Locandina
Prospettive di un delitto
Prospettive di un delittodi Pete Travis
con F. Whitaker, Wiliam Hurt, Dennis Quaid
 
Il Messaggero, 7 marzo 2008
Cinque punti di vista per un attentato

Paul Greengrass (United 93, Bourne Ultimatum) fa scuola ma rischia di diventare un cattivo maestro. La sua idea di cinema dell'azione politica che unisca spettacolo e provocazione è alla base di Prospettive di un delitto di Pete Travis, allievo della scuola Greengrass distintosi in miniserie tv. L'attentato al Presidente degli Stati Uniti (William Hurt) raccontato da cinque punti di vista tra cui spiccano quelli di due agenti della scorta (Dennis Quaid e Matthew Fox, star della serie tv Lost) più un turista che pensa di aver filmato il terrorista (il premio Oscar Forest Whitaker). Troppo famoso il cast e troppo poco tempo affidato allo sviluppo dei personaggi. Si finisce così per assistere a tante stelle in mezzo alla polvere a cui non credi mai anche per colpa di un action movie che dopo venti minuti diventa rutilante, fracassone e totalmente inverosimile. Ricorderemo Prospettive di un delitto per essere l'ennesimo film americano post-11 settembre che enfatizza una lettura relativista della realtà, senza il punto di vista forte di un protagonista rappresentativo. Syriana, Babel (coproduzione), Leoni per agnelli, Rendition, Prospettive di un delitto. Il mondo è difficile perché è vario.

Francesco Alò

 
La Repubblica, 29 febbraio 2008
"Prospettive di un delitto"
Otto punti di vista per un omicidio

All'origine di Prospettive di un delitto ci sono due elementi, sulla carta, suggestivi. Il primo, non nuovo ma sempre efficace, è l'attentato alla vita del presidente americano. Che è a Salamanca per un summit mondiale sull'antiterrorismo quando, nella Plaza Mayor gremita di folla, esplodono colpi di fucile: il presidente si accascia. Entra qui la seconda idea: la sceneggiatura di Barry L. Lewy seleziona otto punti di vista sull'evento (un agente dei servizi segreti, un turista con telecamera, uno spagnolo implicato nell'attentato, una mamma con bambina ecc.) e - previo rewind della pellicola - ce lo ripropone altrettante volte, nell'ottica (parziale e frammentaria) di ciascun personaggio.

Vietato pensare a una variante di "Rashomon", il celebre film di Kurosawa che presentava i fatti in quattro versioni contraddittorie. Mentre Quaid, Whitaker e & C. si agitano intorno ai rispettivi episodi, i vari replay aggiungono informazioni a ciò che lo spettatore già sa: la somma compone per gradi il puzzle di ciò che è "veramente" accaduto. Intrigante? Fino a un certo punto: da intendersi alla lettera, perché un finale assurdo e ridicolo manda in pezzi la laboriosa costruzione.

Roberto Nepoti

© Sipario 2011