Lugano stellare: con la Argerich svetta Capuçon
È la musica a creare il luogo o è il luogo a creare la musica? Da qualunque parte la si prenda, l' identificazione tra Lugano e il prezioso festival «Progetto», radunato attorno al pianoforte di Martha Argerich, è totale; e anche un po' curiosa. Siamo lì, nel grigissimo freddissimo calcestruzzo del Centro Congressi ed è come se la signora Argerich ci spalancasse invece il suo salotto di casa, in una festosa serata tra amici, invitandoci ad ascoltare, tra un sorbetto e una coppa di champagne, i suoi colleghi più giovani e di talento. E questo accade perché, proprio tra i grigissimi freddissimi banchieri svizzeri, ne è spuntato uno innamorato della grande musica (del flauto, in particolare): il mecenate della banca Bsi che sostiene il «Progetto Martha Argerich». Ma ce ne fossero, al mondo, di banchieri-flautisti! a promuovere concerti così eleganti e gioiosi. Sabato scorso, l' inaugurazione. L' Orchestra della Svizzera Italiana, guidata da Erasmo Capilla, fa da fil rouge, adattandosi con destrezza al fluire della soirée. Sfilano gli amici di Martha: Mauricio Vallina al piano tornisce e smussa le mille sfaccettature di Lutoslawski («Variazioni su tema di Paganini»); Nicolas Angelich trasforma il Konzertstück op. 92 di Schumann in una storia d' amore; Renaud Capuçon al violino (sopra, foto Laveau) s' immerge nella «Symphonie espagnole» di Lalo con il pathos cavalleresco di un giovane hidalgo, senza fare lo spagnolesco ad ogni costo. Con garbo, la «padrona di casa» non riserva a sé che una parte minima. La scena è per i giovani: ma basta un tocco, a Martha Argerich, in duo con Alexander Gurning nel Concerto per due pianoforti di Poulenc, per lasciare senza fiato tutti i suoi ospiti, con arpeggiati celestiali e diffrazioni neoclassiche, vibranti e lunari. Pezzo forte, il Concerto op. 16 di Grieg, reso fiammata travolgente dalla fascinosa Polina Leschenko, che ne inonda ogni fiordo più segreto con ardenti rubati, frasi-cascata e frasi-tempesta. Il salotto esulta, sul lago si accendono le stelle.
Gian Mario Benzing