Vero classismo
e finte principesse
Signori si nasce. E Giorgio Arcelli Fontana, come diceva Totò, lo nacque. Ecco perché il suo esordio Principessa è ancora più interessante. In una Piacenza dalle colline dolci con una bizzarra aria da metropoli (si fa l'amore guardando la città dall'alto, si scatta un servizio fotografico sui tetti), vive e lavora la bella attrice Matilda (Morena Salvino), principessa nelle ricostruzioni storiche (come in Soffocare, anche qui si rimette in scena il passato) ma più sfigata nella realtà: figlia di coppia in crisi (ma con humour) è alle prese con una gravidanza indesiderata, un amante sfuggente, un nobile spasimante anticlassista e la di lui mamma (Piera Degli Esposti) che invece pensa che il sangue blu non debba mischiarsi con il popolino.
Principessa è buffo. Più favola hollywoodiana che non storia d'amore italiana, più leggero che drammone, grazie alla nascita aristocratica del regista è anche una graziosa autobiografia sulle miserie morali della nobiltà, ulteriormente nobilitata da una magistrale Piera Degli Esposti simpaticamente odiosa. In più c'è una giovane donna protagonista, moderna, sexy, fragile e intelligente, raccontata semza ombra di maschilismo. Nel nostro paese un film così? E' proprio una favola.
Francesco Alò