Sipario

home rivista recensioni comunicati i fatti cyclopedia spazio regioni commedia dell'arte biblioteca teatro danza contatti
novità video sostenitori interviste link archivio primo piano cartelloni testi lavoro cerca blog



 
  recensioni online        
             
  cinema concerti danza lirica prosa storiche
             
             
cinema
 
 
 
ricerca per titolo
A | B | C | D | E | F | G | H | I | J | K | L | M | N | O | P | Q | R | S | T | U | V | W | X | Y | Z | 0-9
   
* Per leggere la trama clicca sulla Locandina
Priceless - Ti va di pagare?
Priceless - Ti va di pagare?regia: Pierre Salvadori
con Audrey Tautou, Gad Elmaleh
 
La Repubblica, 22 giugno 2007
Una brillante commedia francese, con un tocco un po' alla Lubitsch

"Priceless", da cameriere e gigolò
Va in scena la riscossa del precario

La commedia sentimentale francese sta prendendo l'abitudine d'imitare la "sophisticated comedy" hollywoodiana dei tempi d'oro: scommessa potenzialmente pericolosa, quando i modelli si chiamano Lubitsch o Hawks. Per fortuna lo fa con una certa grazia. Dopo "Hotel a cinque stelle", da poco uscito sui nostri schermi, tocca a Priceless - Ti va di pagare?, che con l'altro film condivide parecchie cose (lo schema a equivoci, l'ambientazione in Costa Azzurra...) ma è riuscito anche meglio.

Irène, graziosa accompagnatrice mercenaria di uomini facoltosi, scambia Jean per un riccone. In realtà, il timido giovanotto fa il cameriere e ha un conto in banca assai smilzo. Ed eccolo trasformarsi, pur di conquistare la bella, in apprendista gigolò per signore attempate. Con la commedia americana della Golden Age, Salvadori ha da spartire più di quel che ci si aspetterebbe. La scelta di ricoprire con un velo di leggerezza, innanzitutto, la visione di un mondo dove i rapporti erotici trescano con quelli di mercato, il potere si scambia con il piacere.

Una piccola lezione sul materialismo, insomma, e sulla paura dei sentimenti che il regista fa passare attraverso il sorriso, scegliendo sempre il ritmo giusto: il momento esatto in cui "tagliare" una scena prima che si appesantisca, un susseguirsi di dialoghi azzeccati (è anche co-sceneggiatore) senza battute inutili o ripetitive. E non dimenticando di disseminare qui e là momenti di crudeltà e di (sano) cinismo.

Roberto Nepoti

© Sipario 2011