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Presa mortale
Presa mortaleregia di di John Bonito
con John Cena, Robert Patrick Durata. (USA -2006)
 
Corriere della Sera, 8 giugno 2007
Come in un ridicolo fumetto con la star del wrestling

John Cena, superstar del wrestling e idolo hip hop, mascella quadrata, zigomo sfregiato, capello yankee, pugno chiuso (per rabbia, non politica), urlo di lotta, catena al collo, è un marines congedato controvoglia dall’Iraq. Ma trova di peggio tornando a casa quando la moglie è rapita dalla gang di uno spietato ladro di diamanti (il perfidissimo Robert Patrick di Terminator e Die hard 2). Girato in Australia in sprezzo del credibile, il ridicolo fumetto è un ennesimo viaggio nel cinema «vintage» di serie B, quando si credeva volentieri a tutto. Spari, agguati, bombe, giungle, esplosioni come in un un video gioco di pura azione che continua fino allo spasimo con personaggi che sopravvivono meglio dei cartoni: il kitch del corpo coi muscoli ripresi in slow motion, pura dinamica avulsa da qualunque pensiero. Erede di Schwarzenegger e Van Damme, Cena è un allarmante campione macho, diretto dal regista di spot John Bonito col gusto dell’eccesso.

Maurizio Porro

 
Il Giornale, 8 giugno 2007
Botte da orbi e muscoli da far paura con John Cena reduce dall’Irak

John Cena è per gli amanti del wrestling quello che Kaka è per gli appassionati di calcio. Una premessa indispensabile per introdurre il suo debutto cinematografico con Presa mortale. Cena è un marine congedato a forza dopo la guerra in Irak. Tornato a casa gli rapiscono la moglie e lui entra in azione. Sic et sempliciter. Eppure si esce dal film senza provare vergogna, come capita spesso con prodotti ben più ambiziosi. Un b-movie svelto, indolore e divertente, anche se l’humor non sembra far parte del repertorio dell’atleta-attore. Gamba corta, busto allungato e braccia monumentali, il nostro Cena mena botte da orbi, si rotola, combatte e vince con simpatica improntitudine. Un prodotto rasserenante dopo gli horror e l’impegno, tutto da una parte, dei docufilm imperversanti, assieme alle commedie studentesche che ormai ci «scamarciano» grandiosamente.

(ADC)

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