Come in un ridicolo fumetto con la star del wrestling
John Cena, superstar del wrestling e idolo hip hop, mascella quadrata,
zigomo sfregiato, capello yankee, pugno chiuso (per rabbia, non politica),
urlo di lotta, catena al collo, è un marines congedato controvoglia
dall’Iraq. Ma trova di peggio tornando a casa quando la moglie è rapita
dalla gang di uno spietato ladro di diamanti (il perfidissimo Robert
Patrick di Terminator e Die hard 2). Girato in Australia in sprezzo del
credibile, il ridicolo fumetto è un ennesimo viaggio nel cinema «vintage» di
serie B, quando si credeva volentieri a tutto. Spari, agguati, bombe,
giungle, esplosioni come in un un video gioco di pura azione che continua
fino allo spasimo con personaggi che sopravvivono meglio dei cartoni:
il kitch del corpo coi muscoli ripresi in slow motion, pura dinamica
avulsa da qualunque pensiero. Erede di Schwarzenegger e Van Damme, Cena è un
allarmante campione macho, diretto dal regista di spot John Bonito col
gusto dell’eccesso.
Maurizio Porro