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Poveri ma belliPoveri ma belli

Con Bianca Guaccero, Antonello Angiolillo e Michele Carfora
Un'idea di Pietro Garinei e Guido Lombardo
Progetto artistico Enzo Garinei
Scritto da Massimiliano Bruno e Edoardo Falcone
Musiche Gianni Togni
Coreografie Franco Miseria
Scene Marco Calzavara
Costumi di Giovanni Ciacci
Disegno luci Maurizio Fabretti
Regia Massimo Ranieri
Produzione Il Sistina e Titanus

   
 
Giornale di Siclia, 13 febbraio 2009

MESSINA (gi.gi.).- Perché agli italiani piace il musical ? Forse perché hanno i cromosomi canterini e ballerini o forse perché il genere, essendo praticato da personaggi noti in televisione, è un continuum del mezzo catodico. Forse perché, al pari d’una droga, riesce a tenere tranquilli adulti e ragazzi o forse perché rifuggendo da ogni intellettualismo riesce ad essere comprensibile a chicchessia. Forse perché è una reminiscenza dell’antica rivista e voyeuristicamente è attratto oltre che dalle scene costumi e luci anche dalle fattezze fisiche delle ballerine. Chissà ancora cosa frulla nella loro capoccia. Fatto è che generalmente lo spettacolo musicale attrae una grande quantità di spettatori, è molto gradito da chi dirige un teatro pubblico o privato e spesso riesce ad essere un campione d’incassi. E di questi tempi, con i tagli decretati dal nostro governo allo Spettacolo (meno 100 milioni di Euro per l’anno in corso), certamente non nuoce, anzi è una boccata d’ossigeno. Esempio è questo Poveri ma belli, all’origine un film del 1956 di Dino Risi, che ha fatto tappa in un affollato Vittorio Emanuele (dove vi resterà sino a domenica pomeriggio) salutato con molti applausi ad ogni epilogo di canto o di danza: poi circuiterà in  varie città siciliane e sarà al Massimo di Palermo dal 19 febbraio al 1° marzo. Il testo del musical, che dura due ore e mezza, è stato scritto dalle quattro mani di Massimiliano Bruno e Edoardo Falcone, le coreografie banalotte sono di Franco Miseria, le scene funzionali con ponticello, quinte mobili e fondali multicolori di Marco Calzavara, i costumi color pastello di Giovanni Ciacci, mentre la regia soporifera è di Massimo Ranieri. Al centro della storia trasteverina ci sono due bulletti romani, Romolo e Salvatore (quelli interpretati nel film da Maurizio Arena e Renato Salvatori e qui vestiti da Michele Carfora e Antonello Angiolillo) spacconi e attaccabrighe, ma in fondo di buon cuore che litigano per l’amore di Giovanna ( Bianca Guaccero ricopre il ruolo che fu di Marisa Allasio, il cui manifesto del suo lato B pare sia stato censurato a quel tempo su segnalazione di papa Pio XII) e finiranno per fidanzarsi l’uno con la sorella dell’altro, rispettivamente la Marisa di Emy Bergamo e l’Annamaria di Francesca Colapietro che fanno rimpiangere Alessandra Panaro e Lorella De Luca.

Gigi Giacobbe

     
 
© Sipario 2011