Tedeschi diverte quando non fa la macchietta
Tre scorci di vita nella stanza 719 del grande albergo newyorkese evocati nella commedia del 1968 «Plaza suite» di Neil Simon. Tre coppie che si avvicendano per raccontare i tic di una società del «benessere», portate in scena con la regia di Claudio Insegno, protagonista Corrado Tedeschi che si trasforma da marito fedigrafo, a ricco produttore hollywoodiano, a padre in ansia. La prima coppia è formata da una simpatica casalinga, interpretata con verve da Patrizia Loreti, che decide di festeggiare un anniversario di matrimonio «rivivendo» la prima notte, e dal marito, un manager narciso, cui Tedeschi dà uno spessore di noia egoistica, ossessionato dal lavoro e dalla giovane segretaria-amante. Invece di un romantico «com' eravamo», i due vivranno un «come siamo» denso di crisi. Nella seconda coppia, lui è un produttore di Hollywood, che per noia seduce una compagna di scuola, accanita lettrice di rotocalchi, la divertente Ketty Roselli, mitragliandola con i nomi delle star che frequenta. E qui Tedeschi spinge un pò troppo sul pedale della caratterizzazione per poi ritrovare brillantemente la misura nella figura del padre accanto a una moglie svampita, ben resa da Milly Falsini, alle prese con una figlia che il giorno delle sue nozze si è chiusa in bagno e non vuole più uscire. Elena Gallo e Lorenzo Di Pietro completano il cast di uno spettacolo divertente nel quale Corrado Tedeschi mostra di saper fare teatro con garbo soprattutto quando crede nel personaggio e non gli fa il verso.
Magda Poli