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Planet 51
Planet 51di Jorge Blanco Spagna/GB, 2009
 
Il Messaggero, 20 novembre 2009

Ma quali marziani? Gli alieni siamo noi Gli alieni siamo noi.

Ormai è un trend. Dopo il sottovalutato cartone Battaglia per la Terra e prima del super 3D Avatar di Cameron, torniamo ad invadere lo spazio anche se questo Planet 51 sembra una cittadina yankee anni ‘50 in versione cartoon. L’astronauta Chuck (ottimo Luca Ward in voce italiana) atterra da loro anche se loro, tranne un aspetto da insetto e delle antennine in testa che sembrano ciuffetti rockabilly, somigliano a nordamericani del felice dopoguerra. Le strade, i giardinetti, i cinema art decò, le villette a schiera. Le uniche differenze: macchine supersoniche che galleggiano in aria (come i pod di Guerre stellari) e cagnetti Alien che quando fanno pipì bucano il terreno per via dell’urina acida. E come una collettività yankee anni ‘50, i marziani fanno come facevano loro nella fantascienza hollywoodiana: vedono l’umano alieno e lo vogliono subito annichilire militarmente. Un alieno pacifista si ribellerà. Mille citazioni tra cui Ultimatum alla Terra, L’invasione degli ultracorpi, Wall-e (Chuck possiede un robottino simpatico e intraprendente), Solaris (il giovane indigeno che lo aiuta si chiama Lem come lo scrittore ucraino) e Ritorno al futuro (la cittadina anni ‘50 rivisitata e corretta). Per grandi e piccini. Viva l’animazione di oggi.

Francesco Alò

 
La Stampa, 20 novembre 2009

Planet 51, quando gli alieni siamo noi

Di produzione anglo/ispanica, è un cartone animato che sembra fatto a Hollywood. La ragione? L'abilissima sceneggiatura dell'americano Joe Stillman, un tipo (è il creatore di Shrek) che adora ribaltare le carte. Anche se ogni cosa ha forma tondeggiante e gli abitanti sono verdi, gommosi e dotati di antennine, Planet 51 rappresenta un tipico spaccato Usa Anni '50, inclusa la diffusione di B movies e fumetti che alimentano il motivo del terrore degli alieni. Figuriamoci quando da un'astronave emerge, sulle note kubrickiane di Cosi parlò Zarathustra, uno spaventoso «humaniac» a stelle e strisce. Capita l'antifona? Di qui una divertente avventura giocata su un susseguirsi di citazioni. Spiritosa la parodia, condivisibile il messaggio: ricorda che l'ignoto potremmo essere noi.

Alessandra Levantesi Kezich

© Sipario 2011