Pinocchio del Teatro del Carretto è un viaggio nella
memoria e nelle paure del burattino di Carlo Collodi. In una sorta di
arena che è anche spazio della mente — scenografia inventata
da Graziano Gregori — Pinocchio (un sorprendente Giandomenico Cupaiolo) è costretto
a raccontare in continuazione le sue disavventure, quasi a dover mantenerne
il ricordo per non sbagliare più, per combattere il suo istinto
a mentire e ingannare se stesso e gli altri. Questa condanna alla ripetizione
finisce con l’essere un omaggio alla condanna del teatro, che vive
nel suo ripetere sera per sera i propri racconti, pur consapevole della
labilità della memoria scenica.
La regista Maria Grazia Cipriani porta la vicenda del burattino nei lidi oscuri
della mente, nel clima oscuro dei peggiori incubi, in cui il burattino da protagonista
diventa vittima dei propri sogni e delle proprie tentazioni. A dare concretezza
sonora a questo clima da incubo c’è il suono amplificato curato
da Hubert Westkemper, la presenza fantasmatica di tutti i personaggi della favola
interpretati da Elsa Bossi, Giacomo Pecchia, Giacomo Vezzani, Nicolò Belliti,
Jonathan Bertolai, Carlo Gambaro e Luana Gramegna. Tutto accade nella mente di
Pinocchio e se si eccettua il dialogo reale che intrattiene con la Fatina — una
bambina morta dai capelli turchini — l’intero racconto è narrato
e agito con grande intensità da Giandomenico Cupaiolo, un burattino tutto
nervi e sudore, un burattino che non può evitare di rendere un affettuoso
omaggio al Pinocchio di Carmelo Bene.
Il Teatro del Carretto — compagnia caratterizzata da una rigorosa ricerca
estetica sui grandi testi dell’epica e della favola — mostra in questo
Pinocchio una maturità invidiabile. Se la forza immaginativa del Carretto
si contraddistingueva essenzialmente per l’intensità delle scene
e la capacità di gestire l'inquietante ambiguità delle maschere,
nel Pinocchio visto al Comunale di Casalmaggiore la passata stagione il gruppo
toscano dimostra di aver affinato e reso convincente e intenso il lavoro condotto
sugli attori. Pinocchio regala al pubblico una serata di teatro intelligente
e maturo, un esempio di lettura contemporanea e creativa di un classico come
la favola di Collodi.
Nicola Arrigoni