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Piccolo grande eroe
Piccolo grande eroedi Christopher Reeve, Dan St. Bierre, Colin Brady,
sceneggiatura di Robert Kurtz e Jeff Hand (animazione, Stati Uniti, 2008)
 
Il Messaggero, 12 settembre 2008

L'ultimo volo di Superman
L'ultimo volo di Superman. Poco prima di lasciarci l'attore Christopher Reeve stava lavorando da regista a un cartone al computer: Piccolo grande eroe. Stati Uniti, anni '20. Un ragazzino farà amicizia con una palla e una mazza da baseball (parlanti, ma solo per le sue orecchie innocenti), aiuterà lo storico battitore Babe Ruth a cercare di vincere il campionato e imparerà a non aver più paura di ribattere colpo su colpo. Che si tratti di mele, palle da baseball o botte da bulli. Reduci dall'animazione d'autore in concorso a Venezia (bene Miyazaki e male Oshii) e in attesa palpitante per il probabile nuovo capolavoro Pixar, Wall-E, apprezziamo di Piccolo grande eroe il cuore e lo stile alla Norman Rockwell di disegni e colori iperrealisti. Fanno invece storcere il naso alcune inutili furbate come il Babe Ruth creato a immagine e somiglianza di Shrek. Comunque, dai 4 ai 6 anni è cartoon più che amabile.

Francesco Alò

 
Il Tempo, 11 settembre 2008

L'ultima favola di Christopher Reeve

Un film americano di animazione per i bambini che amano il baseball. Ce ne sono anche in Italia. Si comincia perciò con un ragazzino di New York così patito della celebre squadra degli Yankees da chiamarsi egli stesso Yankee. Naturalmente gioca a baseball, nella squadra della scuola e addirittura come battitore, ma non gli riesce un colpo, così lo eliminano. Sconsolato, se ne torna a casa mogio mogio, ma - primo risvolto fiabesco - ecco che si imbatte in una palla da baseball che... parla, rivelandogli subito un carattere buffo. Segue - secondo risvolto fiabesco - un incontro inatteso con una mazza, sempre da baseball, che non solo parla anche lei, e con modi civettuoli, ma appartiene al più famoso battitore degli Yankees cui è stata fatta rubare dall'impresario di una squadra rivale nella certezza che il suo proprietario, adesso, perderà tutta la sua forza (un po' come Sansone dopo il mitico taglio di capelli).
Da qui una peripezia variamente avventurosa che conduce il piccolo Yankee a far di tutto per riportare la mazza prodigiosa al suo proprietario, inseguito dal ladro che l'ha rubata su commissione. Il finale non sarà solo lieto ma trionfale perché il piccolo Yankee arriverà a dimostrarsi addirittura un "grande eroe"; come lo definisce il titolo italiano del film.
La regia è firmata anche dal compianto Christopher Reeve, morto quattro anni fa. Credeva molto al progetto così la sua vedova ha tenuto molto a condurlo in porto con la collaborazione di altri registi e anche di altri sceneggiatori.
Il risultato, non solo per i bambini, è piacevole. I disegni, con il digitale, acquistano tutti anche la terza dimensione, i personaggi hanno facce gentili per un verso mentre, per un altro, il ladro della mazza, in veste di cattivo di turno, è portato furbescamente fino ai limiti di una caricatura che, anziché mostrarcelo feroce, lo mette alla berlina come ridicolo, coinvolgendolo in una serie di disavventure in più momenti addirittura esilaranti. Senza risparmio di sberleffi.
Forse gli altri personaggi sono di maniera, compreso il piccolo protagonista con atteggiamenti un po' stereotipati ma nel suo insieme la favoletta può farsi accogliere con simpatia. Grazie anche a quella sua morale che invita a non aver paura degli ostacoli. Sentita evidentemente anche dall'ex Superman quando deambulava su una sedia a rotelle.

Gian Luigi Rondi

© Sipario 2011