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Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo
di Terry Gilliam
con Christopher Plummer,Tom Waits, Heath Ledger, Lily Cole (Francia, Canada, Inghilterra, 2009)
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Il Giornale, 25 ottobre 2009
Quanti sbadigli diabolici nel carrozzone di Gilliam
Certo che in America la patente di genio viene rilasciata con più facilità di quella di guida in Italia. Il beffardo Terry Gilliam, nativo del Minnesota ma londinese d’azione, se l’è guadagnata alla fondazione dei Monty Pyton, un gruppo di comici dissacratori, popolarissimi negli anni Settanta, a loro modo divertenti, anche se esagerati nella voglia di goliardia. Passato poi alla regia, ha sfornato pochi film, un po’ (eufemismo) pazzi e molto barbosi (da Brazil a L’esercito delle dodici scimmie, da Paura e delirio a Las Vegas a I fratelli Grimm e l’incantevole strega). Tanto è vero che hanno sempre mandato in sollucchero la critica snob. Molto meno il pubblico pagante.
La sua nuova opera, Parnassus - L’uomo che voleva ingannare il diavolo, non si allontana troppo dalle precedenti. Una rumorosa baracconata, visivamente strabiliante e di una noia stratosferica. Nella Londra di oggi il vecchissimo dottor Parnassus (Christopher Plummer) viaggia su un carrozzone variopinto, accompagnato dalla figlia Valentina (Lily Cole). La ragazza sta per compiere sedici anni, quindi il Diavolo, che veste i panni dell’insospettabile mr. Nick (Tom Waits) sta per reclamarne l’anima, frutto di una scommessa stipulata centinaia d’anni prima, in cambio dell’immortalità. Ma il sedicente santone ha un asso nella manica, il bugiardo cronico e aspirante genero Tony (Heath Ledger, morto durante le riprese e sostituito da Johnny Depp, Jude Law e Colin Farrell, davvero impressionanti per somiglianza).
Nulla da dire, anzi, sulle fantasmagoriche visioni di Gilliam, (come le scale infinite che prima si perdono tra le nuvole e poi diventano giganteschi trampoli oppure il tango tra Belzebù e la fanciulla): un vero portento, ma a che prezzo per le mandibole, costrette a uno sbadiglio continuo
Voto: 4
Massimo Bertarelli
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Corriere della Sera, 23 ottobre 2009
Faust nella versione di Terry Gilliam
Fiera delle meraviglie, sogno-incubo, il primo comandamento del cinema di Terry Gilliam, un fratello Grimm sul set, il più verace sofferto visionario, con Tim Burton, del cinema di oggi. In questa versione del Faust col mago dei prodigi che baratta l’eterna giovinezza con la figlia, la parola non riesce a stare al passo con un eccesso di sconfinata fantasia. La malinconia della morte di Heath Ledger aleggia, ma tre affettuose controfigure (Farrell, Law e Johnny Depp) mimano l’eternità additando i veri immortali, i divi.
Voto: 7,5
Maurizio Porro
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Il Messaggero, 24 ottobre 2009
L’uomo che voleva ingannare il diavolo
Parnassus è un mago che ha barattato con un diavolo in bombetta dalla voce roca (fantastico Tom Waits) nientemeno che sua figlia. L’ha fatto per l’immortalità. Si aggira in città su un teatrino trainato dai cavalli refrattario alla modernità. Le sue magie permettono al pubblico di vivere le proprie fantasie attraversando uno specchio. Anche con effetti mortali. Quando il diavolo reclamerà sua figlia, Parnassus verrà aiutato dal carismatico Tony (Heath Ledger) che gli aprirà le porte dello show business. Ecco il miglior Terry Gilliam degli anni 2000. Un compendio della sua poetica: il mondo dietro lo specchio sono le animazioni in cutout, ora aiutate dal computer, che faceva ventenne per i Monty Python, Parnassus è un Barone di Munchausen più gretto, lo straccione è meglio del sensuale arrivista (Tony è un misto tra Calvi e l’omonimo ex premier inglese Blair) come ne La leggenda del re pescatore, il teatro come padre nobile dello spettacolo e il pericolo dell’immaginazione al potere come in Brazil. Il film stava per diventare un nuovo Lost in La Mancha per via della morte improvvisa di Ledger, sostituito da apparizioni di Johnny Depp, Colin Farrell e Jude Law. Poteva essere una catastrofe. Invece è andato quasi tutto bene. Come? Magia. Merito di Parnassus. Ovvero Terry Gilliam.
Francesco Alò
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La Stampa, 23 ottobre 2009
Parnassus, che sogno
Un piccolo nano, bruttissimo e di pessimo carattere. Uno specchio che a traversarlo porta in universi incantati. Un vegliardo barbuto dai poteri magici (è il dottor Parnassus) che in cambio della mortalità ha promesso al diavolo la bella figlia il giorno in cui compirà sedici anni, e che per non dargliela sèguita a moltiplicare le scommesse. Scale a pioli che salgono fino in cielo, tra le nuvole. Un ragazzo aiutante piuttosto infido. Tony, che aiuterà il dottore a ottenere la vittoria sul diavolo, che pare un padrone di pub in bombetta. Johnny Depp, Colin Farrell, Jude Law sono gli attori che hanno sostituito gratis Heath Ledger dopo la sua brutta morte, e che vestiti come lui, con i suoi stessi baffetti, quasi non si distinguono.
La fantasia di Terry Gilliam, il suo talento immaginifico (bisogna ricordare Brazil, Le dodici scimmie, la regina-strega immortale Monica Bellucci?) rendono Parnassus meraviglioso, un film da sogno grandioso, originale, ammirevole. Il dottore e tutta la sua variata famiglia viaggiano su un carrozzone tirato da cavalli e trasformabile facilmente in un teatro splendente di luci: basta fermarsi, manovrare qualche corda e sipario, offrire spettacoli stupefacenti con la bella figlia ballerina, far inghiottire gli importuni dallo specchio magico. Parnassus non ama l’immortalità, la considera anzi con spavento una crudele condanna; ma non può perdonarsi d’aver ceduto al diavolo la figlia. Fumo colorato, animali mai visti, fuochi d’artificio, incantesimi e magìe, giostre e trucchi, colori, visioni: il divertimento è assicurato, per gli spettatori non troppo affezionati al realismo e alla razionalità.
In genere, il gusto italiano, specialmente cinematografico, non è orientato verso le opere di fantasia, che appaiono anzi a volte irritanti e per bambini: ma in questo caso va diversamente, per la straordinaria bravura del regista, per i trionfi luminosi, colorati e molto allegri che rendono il film splendente. Il conflitto è sempre il medesimo: bene contro male, verità contro finzione, maschera contro volto.
Lietta Tornabuoni
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