Sipario

home rivista recensioni comunicati i fatti cyclopedia spazio regioni commedia dell'arte biblioteca teatro danza contatti
novità video sostenitori interviste link archivio primo piano cartelloni testi lavoro cerca blog



 
  recensioni online        
             
  cinema concerti danza lirica prosa storiche
             
             
cinema
 
 
 
ricerca per titolo
A | B | C | D | E | F | G | H | I | J | K | L | M | N | O | P | Q | R | S | T | U | V | W | X | Y | Z | 0-9
   
* Per leggere la trama clicca sulla Locandina
Paranoyd
Paranoyddi e con Giuseppe Amodio e Deborah Farina
 
L'Unità, 14 dicembre 2007
Il B-movie di Natale

È stato il piccolo caso dell'alta stagione cinematografica: un film scritto, diretto, interpretato, musicato "da due persone in un solo giorno a zero budget". Titolari dell'impresa, che avrebbe trovato un estimatore d'eccezione come Quentin Tarantino, Giuseppe Amodio e Deborah Farina, che pubblicano con Editrice tecnica manuali di cinema (il primo) e saggi sul cinema indipendente americano (la seconda). A parte le trovate pubblicitarie (lecite ma un po' fantasiose) Paranoyd, con la sua y di troppo, sta facendo un dignitoso giro di piccoli cinema di provincia e riapprova a Roma (al Detour) per le feste di Natale. Riuscendo ad esistere quando "natali in crociere" e "bussole magiche" avrebbero scoraggiato qualsiasi tentativo di ritagliarsi uno spazio. Ma di cinema indipendente italiano si tratta e quindi il minimo da fare era osare l'impossibile. Così questa «Visual Sensorial Experience», come la definiscono i suoi autori, ha raggiunto il suo minuscolo spicchio di pubblico a due anni dalla passerella in una sezione collaterale della Mostra di Venezia.

Paranoyd è un thriller girato con modi e tempi di certo cinema optical che ha fatto la fortuna del filone anni settanta. Ma si spinge un po' oltre, diventando quasi un esperimento di video-arte dove si punta sulla suggestione visiva più che sulla narrazione. Del resto una delle tante didascalie per lo spettatore un po' disperato dall'esiguità della trama recita: "Ogni mente costruisce il suo proprio mondo". Significa che quello che si vede significa tutto e il contrario. E quindi dovete provare voi a capire cosa accade nella casa e nella testa di Emma (Deborah Farina), studentessa di entomologia che avrà a che fare con un giardiniere, il suo ragazzo e un postino (sempre Giuseppe Amodio). Compaiono a più riprese coltelli e strumenti di offesa che vorrebbero suggerire un pericolo imminente sia nella casa della ragazza che nel bosco dove i due personaggi si inseguono.

Girato con audacia casalinga da B-movie e recitato (e poi doppiato) con una sorta di cadenza estatica, il film è spezzettato da lunghi intermezzi di effettacci caleidoscopici quasi allucinogeni e immagini da screensaver di windows. Mentre i loop ossessivi composti al computer dagli stessi autori sono una delle cose migliori di tutta l'opera. Interessante la lettura molto carnale del corpo femminile di Emma, trattato come un feticcio da scrutare al modo dei migliori poliziotteschi. Avvertenza: se non siete in giornata Paranoyd potrebbe anche scendervi di traverso, sembrando magari troppo pretestuoso, amatoriale, ingenuo, indigesto. In questo caso meglio evitare, visto che un progetto come questo, a zero-budget e zero-visibilità, vive solo del vostro passaparola. Per chi invece vuole tentare l'esperienza il film sarà ancora in programmazione il 16 al Cinema Barrio's di Milano, il 22 al Cine-Teatro Busnelli di Vicenza, il 23 al Detour di Roma. Con festa finale per essere riusciti a fare il solletico alle corazzate di Natale e alla loro distribuzione a tappeto.

© Sipario 2011