Terra Santa, zona di amore e odio
Elie Chouraqui insegue il cinema politico di Amos Gitai e la realtà di Amos Oz con un film didascalico tratto dal libro di Dominique Lapierre. Che da un lato è la cronistoria del neonato stato di Israele nel biennio caldo 1947-48, dall'altro descrive un delicato, difficile rapporto umano. Un incontro nella New York spensierata post bellica tra un ebreo che si impegnerà nella costruzione di Israele e Said, un arabo di Gerusalemme che coltiva con altrettanta passione i suoi valori: si imbarcano per la Terra Santa, è la premessa per spiegare la lotta fratricida. Un po' ovvia la contrapposizione tra due amici resi nemici dallo stato delle cose, sono portavoce di due popoli che si amano e si odiano. La morale in fieri giace in una storica frase di Golda Meir: «Un giorno forse potremo perdonare gli Arabi per aver ucciso i nostri figli. Potremo mai perdonarli per averci costretto ad uccidere i loro?». La storia continua.
VOTO: 6,5
Maurizio Porro